Tre milioni di euro e un anno di lavori per il restauro del grande fregio di 105 metri di lunghezza che Giulio Aristide Sartorio realizzò, tra il 1908 e il 1912, per l'aula della Camera dei Deputati. A presentare il progetto, ieri, il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli e il presidente della Camera Fausto Bertinotti. Camera dei Deputati L'avvio dei lavori annunciato ieri dal ministro Rutelli e dal presidente Bertinotti L'Italia preraffaellita in 185 figure Il fregio di Sartorio verrà restaurato entro un anno. Stanziati tre milioni di euro Da almeno un decennio si sapeva che quest'opera aveva bisogno di «cure urgenti». La tecnica utilizzata dal Sartorio per realizzarla infatti - a dispetto di quanto credettero i suoi contemporanei - non possedeva evidentemente quel «vanto di non deteriorarsi col tempo» di cui nel 1909 parlava Arturo Lancellotti. E infatti, a poco meno di un secolo dalla sua composizione, l'80 per cento della superficie dipinta del fregio si è infatti «scollata» dagli originali supporti in tela, mantenendosi su grazie soltanto agli incastri meccanici generati tra le varie stesure di colore. Per questo motivo nel 2005 sono stati stanziati i tre milioni di euro con cui si procederà - i lavori partono in questi giorni e dureranno un anno - a un complesso intervento di restauro per tutte le 185 figure (venti cavalli, il resto sono uomini, donne e bambini) disposte su 105 metri di lunghezza per 3,60 di altezza che compongono una delle opere simbolo del periodo post-unitario: appunto quei 500 metri quadrati di pittura a encausto con cui Giulio Aristide Sartorio - l'amico e sodale di Gabriele d'Annunzio - fu chiamato a celebrare i fasti di un'Italia ancora bambina nel suo luogo simbolo, la nuova aula (e nuova ala) della Camera dei Deputati progettata in stile Art -Nou-veau dall'architetto Ernesto Basile. Tutti i cinquanta pannelli che seguono il perimetro dell'emiciclo dell'Aula, e che raccontano le vicende epiche del popolo italiano, verranno staccati e sostituiti da copie: «Anche per non privare l'aula della sua maestà», come ha detto ieri presentando il restauro il soprintendente regionale Luciano Marchetti, che ha illustrato i particolari tecnici di questa operazione insieme al ministro per la Cultura e vicepremier Francesco Ruttili e con il presidente della Camera Fausto Bertinotti. Ma dopo lo smontaggio e prima del rimontaggio (entrambi effettuati in agosto, a lavori parlamentari sospesi) il granr de fregio restaurato - ha annunciato Bertinotti - sarà visibile al grande pubblico in una mostra, «così da consentire ai cittadini di ammirarne da vicino il valore artistico». Considerata la particolare collocazione, l'opera, pur studiatissima, resta infatti sconosciuta alla grande maggioranza della popolazione (esclusi i deputati che quotidianamente, naso all'insù considerata l'altezza, possono invece ammirarla). E si tratta pur sempre di un'impresa (portata a termine in soli 930 giorni) tipica di quell'epoca in cui la nuova Roma, da capitale pontificia, si stava trasformando in moderna «tr'avettopoli» borghese: con ì suoi ministeri, la sua scenografica «Patria di marmo» (il Vittoriano) e i neonati quartieri «piemontesi» con fontane e strade ortogonali. Tutto nel giro di pochi lustri. Ed è appunto in questo clima che si colloca il fregio di Sartorio (terminato quando Picasso, Cubismo, Futurismo, Kandinsky ecc. hanno già dilagato in mezza Europa), un «preraffaellita» romano colto e metodico che con il suo talento (non solo decorativo) seppe conquistare il gusto di una giovane Italia sedotta da raffinati simbolismi, da un certo gusto per la fanfara, da modernismi liberty alternati a magniloquenza scenografica; un po' come in quest'opera-kolossal, che in un tripudio lirico celebra le italiche virtù fra trionfi di allegorie, sventolio di tricolori, destrieri al galoppò, scudi, spade, nemici vinti, dioscuri, quadrighe, ignude fanciulle e virili giovinetti.
Montecitorio, al via il restauro del maestoso fregio di Sartorio
Il ministro per i Beni culturali Francesco Rutelli e il presidente della Camera Fausto Bertinotti hanno presentato il progetto di restauro del grande fregio di 105 metri di lunghezza realizzato da Giulio Aristide Sartorio tra il 1908 e il 1912 per l'aula della Camera dei Deputati. Il progetto prevede la riproduzione di 185 figure, tra cui venti cavalli, uomini, donne e bambini, che compongono una delle opere simbolo del periodo post-unitario. I lavori di restauro, che richiedono tre milioni di euro, inizieranno presto e dureranno un anno. Il fregio, che è stato danneggiato nel tempo, sarà restaurato e sarà visibile al grande pubblico in una mostra dopo lo smontaggio e il rimontaggio.
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