AVEZZANO Scavi archeologici abusivi nel sito di Lucus Angitiae, tre denunciati dagli uomini del Corpo Forestale. Dopo loperazione dei Carabinieri, ieri gli uomini del Cfs di Avezzano e Morino, coordinati dal comandante Luigi De Propris, hanno denunciato tre persone, due luchesi (uno è lo stesso segnalato dai militari dell'Arma) e un pensionato di Avezzano, sospettati di aver eseguito scavi abusivi. Nel corso di accurate indagini sono stati anche visti compiere tali operazioni su un terreno adiacente il tempio nel sito archeologico di Lucus Angitiae. Ai tre, però, non sono stati trovati reperti, al contrario di quanto avvenuto per il caso seguito dai Cc, ma è stata loro sequestrata un'imponente attrezzatura atta allo scopo, come potentissimi e modernissimi metal detector di ogni grandezza e piccozze da scavo. Il materiale è stato posto sotto sequestro così come l'area interessata e l'intero fascicolo è stato inviato alla Procura di Avezzano. I tre sono accusati di ricerca e scavo archeologico abusivo e si stanno verificando altre possibili ipotesi di reato. Anche di questa seconda operazione naturalmente è stata subito informata la Soprintendenza regionale ai beni artistici e archeologici che, a questo punto, dovrà assolutamente trovare una qualche soluzione per arginare quello che sta divenendo un vero e proprio fenomento come, da decenni ormai, in siti più noti, come quelli di Roma e delle città etrusche. Un patrimonio da preservare innanzitutto con l'educazione e con la prevenzione ancora prima che con la repressione.
Luco. Scavi abusivi vicino al tempio
In Avezzano, gli uomini del Corpo Forestale hanno denunciato tre persone sospettate di scavi abusivi nel sito archeologico di Lucus Angitiae. I tre, due luchesi e un pensionato, sono stati visti eseguire tali operazioni su un terreno adiacente al tempio. Non sono stati trovati reperti, ma è stata sequestrata un'attrezzatura per lo scavo, tra cui metal detector. Il materiale è stato inviato alla Procura di Avezzano e i tre sono accusati di ricerca e scavo archeologico abusivo. La Soprintendenza regionale ai beni artistici e archeologici è stata informata e dovrà trovare una soluzione per arginare il fenomeno.
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