MOSCA «Sono sotto shock. Mi hanno accoltellato alla schiena». Mikhail Piotrovskij, direttore dell'Ermitage di San Pietroburgo, commenta la clamorosa scomparsa di una collezione di opere d'arte storiche russe, avanzando sospetti sul presunto coinvolgimento del personale di uno dei più famosi e ricchi musei del mondo. Durante una revisione di routine, 23luglio, è stata scoperta l'assenza di 221 oggetti, per la maggior parte gioielli e oggetti smaltati di produzione russa, un valore di 130 milioni di rubli (4,84milioni di dollari). Secondo Piotrovskij «non c'è dubbio che nel furto siano coinvolti i dipendenti del museo, ed è una cosa che intacca il prestigio dell'Ermitage». Lo scandalo è già venuto a costare la vita a una persona: una custode dei magazzini è morta di colpo sul posto di lavoro, quando le è stata comunicata la notizia del furto. Per ordine del ministro degli Interni, RashidNurgaliev, è stato costituito un gruppo speciale di giudici istruttori, e della scomparsa sono state informate le dogane di tutto il mondo, Interpol e le aste in Russia e all'estero. I gioielli spariti non erano neanche assicu rati. La polizia ha detto che la collezione del museo ècosì grande che gli oggetti potrebbero essere scomparsi in qualunque momento negli intimi 30 anni. Ma il direttore ha dichiarato di sospettare che la perdita sia più recente: «Penso che ipezzi siano scomparsi negli ultimi armi. Solo pochepersonepotevano entrare nei magazzini. Una è morta», ha dichiarato. Il furto ha suscitato una forte reazione da partedi molti esperti d'arte: «I sistemi di sicurezza nei musei russi, compreso l'Ermitage, lasciano molto a desiderare», spiega Aleksandr Bogdanov del Fondo della cultura, ricordando che negli ultimi 15 anni dai musei russi vennero rubati omi1a opere d'arte, tra cui 3.400 quadri, 37mila icone e 1.500 libri antichi, per un valore diun miliardo di dollari.