Sembra non finire l'avventura nei cantieri per la realizzazione della metropolitana di Napoli. Una nuova scoperta infatti potrebbe influire sulla durata dei lavori in corso all'altezza di via Roma. Altri resti sono stati rinvenuti ieri mattina sotto lo sguardo meravigliato di cittadini e turisti intenti a scattare foto con cellulari e macchine fotografiche. Potrebbe trattarsi di un equino, questa una prima ipotesi messa poi a tacere da uno degli archeologi sul posto che però non ha voluto aggiungere altro. Bocche cucite sulle meraviglie emerse dagli scavi. Gli archeologi, infatti, evitano ogni contatto con giornalisti e passanti, evitando così indiscrete domande. Nel bel mezzo di un caldo lunedì d'estate, l'area cantierata nella centralissima via Roma è diventata una sorta di sosta obbligata per turisti e napoletani. Chiunque vi passa incuriosito dagli scatti delle macchine fotografiche ha sostato per qualche minuto ed ha finito per restare incantato da ciò che è stato restituito alla luce del sole. Celato per anni al di sotto del manto stradale solcato da migliaia di persone, quello che dovrebbe rispondere allo scheletro di un cavallo - come ipotizzato da un addetto ai lavori - è stato l'attrazione dell'afosa mattina. E non solo. Proprio a due passi dalla postazione riservata agli archeologi sta riemergendo quello che resta di un edificio ottocentesco. Per l'esattezza le mura di un palazzo. Continua la commistione tra tecnologia e storia nella Napoli nascosta. Stavolta dai cantieri viene restituito uno scheletro animale, e a colpo d'occhio sembrerebbe quello di un cavallo ma per non incorrere in errore neppure gli archeologi si sbilanciano più di tanto. Sta di fatto che continuano i ritrovamenti negli scavi del metrò. Nuovi tesori che se da un lato procurano un ulteriore decoro alla già nota ricchezza storico-artistico- culturale, dall'altro fanno pensare che ci vorrà ancora tempo per vedere ultimata la Metropolitana. I ritrovamenti archeologici nei cantieri della metropolitana, fanno della nuova linea un metrò dell'arte nel senso più ampio del termine e non solo per le stazioni di cui è dotato. Dal 2003, infatti, ha avuto il via il valzer dei tesori tra piazza Municipio e piazza Nicola Amore. Ad aprire le danze le tre barche romane ritrovate in piazza Municipio, poi una necropoli, i resti dell'antico gymnasium, un'anfora funeraria contenente lo scheletro di un bambino. E ancora una testa marmorea (si pensava raffigurasse Nerone), la carcassa di un bovino in piazza Municipio, l'acquedotto augusteo, una fontana medievale, la pista dei corridori, un santuario greco. L'avventura sembra destinata a continuare.