Il recupero, da parte dei poliziotti della squadra mobile genovese, dell'Adorazione dei Magi al Bambin Gesù, capolavoro del Parmigianino, «è un risultato importante. E conferma come il contrasto ai ladri d'arte debba proseguire senza sosta: ogni anno sono numerose le opere di pregio trafugate in tutto il mondo per essere immesse nel mercato clandestino». Nell'ultimo mese, spiega ad Avvenire Rodolfo Ronconi, alto dirigente della Polizia di Stato e direttore dell'ufficio italiano dell'Interpol, ci sono stati due i vertici internazionali sul recupero di opere d'arte rubate: il primo a maggio in Francia, a Lione, il secondo all'inizio di questa settimana a Roma. «Si è parlato dell'emergenza principale di questi tempi, ossia come intervenire in merito alla questione dei beni saccheggiati da musei e siti archeologici dell'Iraq. E la riunione di Roma ha avuto un taglio operativo, con scambio di informazioni utili ai fini delle investigazioni sul traffico inlternazionale di opere d'arte, che resta florido in molti Paesi». Fra cui l'Italia... Già, visto che da noi si trova gran parte del patrimonio artistico mondiale. L'Italia risulta purtroppo coinvolta sia come Paese dove avvengono i furti, sia come luogo di transito per opere trafugate altrove. Al tempo stesso però, le forze dell'ordine italiane si sono specializzate nelle investigazioni. C'è chi parla d! una "mafia del traffici d'arte". Il capolavoro del Parmigianino è stato ritrovato in Italia. Ma se fosse finito all'estero, come se ne potevano seguire le tracce? I traffici illeciti di opere d'arte hanno quasi sempre natura transnazionale, specie in caso di furti su commissione, compiuti da professionisti per conto di collezionisti senza scrupoli. Non è facile venirne a capo. Ma restano fondamentali il monitoraggio delle reti clandestine di ricettatori e "specialisti" del settore, lo scambio di informazioni fra polizie e la cooperazione giudiziaria internazionale. I contatti vengono tenuti dai 181 uffici Interpol in altrettanti Stati del mondo. In Italia il flusso informativo è agevolato dal Servizio per la cooperazione internazionale di polizia, che io dirigo e che ricade sotto la Direzione centrale di Polizia criminale. Un lavoro che dà frutti? Sì. Per esempio, capolavori rubati in Italia sono stati acquistati in buona fede da case d'asta americane o inglesi, ma è stato possibile porli sotto sequestro prima che fossero battuti, grazie a tempestive segnalazioni giunte dal nostro Paese. Oppure, alcune preziose statuette funerarie rubate in Egitto anni fa, sono state poi recuperate nel nostro territorio nazionale. Ora speriamo di poter fare qualcosa anche per il patrimonio culturale iracheno.