Un asso di denari. È la carta che si è messo in tasca il vicepremier Francesco Rutelli, convincendo Tommaso Padoa Schioppa a benedire l'istituzione di una nuova commissione mista, un tavolo di contrattazione finanziaria diretta tra il ministero dell'Economia e quello dei Beni culturali. Un'arma che Rutelli potrà giocare al momento della partita sulla prossima legge finanziaria. «Con la commissione mista potremo studiare soluzioni finanziarie articolate capaci di alimentare tra i privati un maggiore interesse a investire in cultura», conferma a FM Imprese il vicepremier. Rutelli sa bene che tutti i ministri con portafoglio si preparano a stringere la cinghia, ma soprattutto non gli sfugge che l'amministrazione dei beni culturali è quella più facilmente colpita dai tagli. Si ha un bel dire che l'arte è il petrolio italiano, ma tagliare sulla spesa per la cultura è come sparare sulla Croce rossa. Soltanto negli ultimi cinque anni il Fondo unico per lo spettacolo ha subito una riduzione del 27 per cento. Rutelli, tutto preso dalle incombenze del vicepremierato, per ora si è esposto poco come ministro dei Beni culturali. Ma è indicativo che la sua prima apparizione pubblica in tale veste sia stata all'assemblea di Federculture, il sodalizio presieduto da Maurizio Barracco che riunisce un centinaio di soggetti tra imprese, fondazioni, musei, Comuni e province. A Barracco e ai suoi Rutelli ha promesso «iniziative miste, pubbliche e private, per fare vivere una pluralità di istituzioni culturali, non solo nell'arte e nei monumenti, ma anche nello spettacolo e nella musica». Ma soprattutto ha lasciato sperare in una rapida revisione della legge Melandri, in particolare per quanto disposto sulle sponsorizzazioni. «Oggi questa legge ha un'applicazione assai minore di quella che potrebbe avere - spiega Roberto Grassi, segretario generale di Federculture - La deducibilità delle sponsorizzazioni è sì totale, ma soggetta a un tetto complessivo di 270 milioni di euro. E un'azienda che voglia sfruttare questa opportunità sa solo dopo un anno, quando vengono rese pubbliche le verifiche da parte dell'amministrazione finanziaria, se il tetto è stato sfondato e se il proprio intervento abbia o no la benedizione fiscale». Dal tavolo di contrattazione allestito da Rutelli con Padoa Schioppa, Federculture si aspetta anche un riduzione significativa dell'Iva sugli spettacoli, attualmente al 20 per cento. E la richiesta troverà una sponda favorevole in Pietro Folena, presidente della commissione Cultura della Camera, che proprio dalle colonne di FM Imprese (25 luglio) ha già sollecitato un intervento di questo tipo, purché accompagnato da un abbassamento dei prezzi dei biglietti al pubblico. «Qualunque impresario sarebbe ben lieto di poter abbassare i prezzi - rassicura Grossi - con la garanzia di un'imposta sul valore aggiunto meno aggressiva". Ma alla sinistra più estrema, questo andare a braccetto coi privati piace poco. E Rutelli, per fare accettare una concertazione non gradita a tutti, dovrà dare prova di alta diplomazia. Magari portando l'esempio di alcune sperimentazioni già avviate con risultati interessanti da parte di imprese che operano in tandem con le istituzioni. Un caso incoraggiante è quello delle imprese marchigiane, che sotto la regia di Marta Paraventi hanno assunto varie iniziative culturali di rilievo e partecipato con successo al premio Guggenheim Impresa Cultura. Nella lista spiccano i Guzzini di Recanati, Premio Guggenheim 1998. Sempre da Recanati, Clementoni sostiene i restauri di Assisi; Merloni Termosanitari, Indesit, Faber Flaminia con la mostra su Gentile da Fabriano e i restauri connessi; Scavolini che sostiene il Rossini Opera festival di Pesaro e l'anconetana Automotive Products Italia che finanzia il Centro studi Calamandrei di Jesi. Nel confronto della commissione mista potrebbero essere utilmente citate. Tutto bene, dunque? A parole, sì. Manca solo un piccolo particolare: il nuovo organo interministeriale non è ancora stato insediato, né si ha notizia di nomina dei suoi componenti.
Una commissione tra Economia e Beni culturali
Il vicepremier Francesco Rutelli ha convinto il ministro dei Beni culturali Tommaso Padoa Schioppa a creare una commissione mista per discutere soluzioni finanziarie per la cultura. Questa commissione potrà aiutare a ridurre i tagli alla spesa per la cultura e a aumentare l'interesse dei privati a investire in cultura. Rutelli ha promesso iniziative miste, pubbliche e private, per fare vivere una pluralità di istituzioni culturali. Ha anche sollevato la questione della legge Melandri, che permette alle sponsorizzazioni culturali di essere deducibili dal reddito imponibile, ma con un tetto complessivo di 270 milioni di euro.
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