In un anno 6 nel numero di visitatori I musei registrano una flessione di introiti Crescono le visite nelle aree archeologiche mentre i musei devono fare i conti con una leggera flessione degli introiti. È questo il quadro del Meridione che emerge dalle «Satistiche culturali 2003-2004» pubblicate dall'Istat a fine giugno. L'analisi, attingendo informazioni dal ministero dei Beni culturali, passa in rassegna le performance di quattro regioni del Sud: all'appello manca la Sicilia, in virtù dello speciale Statuto che le conferisce autonomia anche sul fronte dell'amministrazione del patrimonio artistico. L'archeologia. È l'ambito che al Sud suscita maggiore interesse facendo registrare le migliori prestazioni al botteghino. Nel 2004 i visitatori dei 56 siti delle regioni prese in esame sono stati 5,2 milioni per una crescita del 6,2 sull'anno precedente. Ancora più consistente l'incremento degli introiti. Si passa dai 18,1 milioni del 2003 ai 19,5 milioni del 2004, per un 8 per cento. L'intero sistema italiano, secondo l'Istat, due anni fa ha registrato 16,4 milioni di presenze per introiti pari a 30,1 milioni: poco meno di due terzi delle entrate dell'archeologia a livello nazionale provengono dal Sud. La locomotiva è ovviamente la Campania, forte della presenza di Pompei ed Ercolano. I biglietti staccati sono stati 4,6 milioni, per introiti pari a 19,2 milioni. Segue la Puglia, con oltre 315mila accessi ai siti e incassi per 361mila euro, davanti alla Basilicata (159,5 ingressi per ricavi pari a 13mila euro). I 108mila visitatori dei 7 siti della Calabria non comportano entrate economiche poichè le visite nelle aree archeologiche della regione sono gratuite. Musei e gallerie. Il trend crescente di visitatori non trova corrispondenza in un incremento degli introiti per musei e gallerie d'arte statali del Sud. Nel 2004, infatti, le presenze sono state 1,4 milioni pari a 5 sull'anno precedente, a fronte di 2,3 milioni incassati che hanno determinato un decremento delle entrate del 2,9 per cento. In sostanza sono cresciuti gli accessi gratuiti a discapito di quelli a pagamento. Diversa la situazione a livello nazionale, in quanto le presenze sono passate da 10,1 milioni a 10,6 milioni, gli incassi da 31,2 milioni a 32,6 milioni. Ancora una volta la Campania è davanti a tutti con 931mila visitatori e ricavi di 1,8 milioni. La regione è comunque stata interessata da una flessione, se consideriamo che nel 2003, per quanto i biglietti staccati fossero 870mila, l'introito fu pari a 1,9 milioni. La seconda piazza tocca alla Puglia che cresce registrando 115mila presenze e incassi per oltre 77mila euro. Leggera flessione per i 9 musei calabresi: se infatti nel 2003 le presenze furono 262mila e gli incassi di 368mila euro, il 2004 porta appena 256mila accessi e ricavi per 317mila euro. Guadagna invece visitatori la Basilicata con i suoi 7 musei. Le presenze passano da 111mila a 128mila, gli incassi da 80mila euro circa ad oltre 100mila euro. Circuiti museali. Discorso a parte, secondo l'Istat, meritano i circuiti museali, quei musei pubblici, cioè, che operano in rete facendo capo allo stesso Ente. Nel Mezzogiorno le presenze del 2004 sono state poco meno di 885mila, per un calo del 3 sull'anno precedente. Gli introiti passano poi da 3,3 milioni a 3,2 milioni, all'insegna di una flessione dell'1,4 per cento. A livello nazionale, invece, il business è cresciuto, passando da 25,2 a 27,2 milioni. Francesco Prisco
Indagine Istat . I siti archeologici fanno il pienone
Nel 2004, i musei del Meridione hanno registrato un calo degli introiti, mentre le aree archeologiche hanno visto un aumento dei visitatori. La Campania e la Puglia sono state le regioni più visitate e ricadenti, con 931mila e 115mila visitatori, rispettivamente. I musei calabresi hanno registrato una leggera flessione, mentre la Basilicata ha visto un aumento delle presenze e degli introiti. I circuiti museali del Mezzogiorno hanno registrato un calo delle presenze e degli introiti, mentre a livello nazionale il business è cresciuto. La Sicilia, che è stata esclusa dall'analisi, ha un proprio Statuto che le conferisce autonomia anche sul fronte dell'amministrazione del patrimonio artistico.
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