«UN'ESPERIENZA diversa, per continuare a imparare». Così, Silvio Di Francia, appena nominato presidente di Zétema, la società capitolina che si occupa dei servizi culturali della città, commenta il suo nuovo incarico. Dopo anni passati tra gli scranni del Consiglio comunale, coordinando tutto il lavoro della maggioranza e «ideatore» di importanti delibere che hanno segnato il passo di più di una consiliatura, come l'ingresso dei consiglieri aggiunti in Aula Giulio Cesare, il garante per i detenuti, il piano generale del traffico e tutto il lavoro di coordinamento e di «regia» del nuovo piano regolatore, Di Francia, che è stato anche il responsabile della campagna elettorale di Veltroni, accetta e rilancia la sfida. «Porterò la mia storia, la mia esperienza in questa azienda molto giovane - sostiene - e considerata in tutta Italia come il prototipo dell'agenzia di servizi per la cultura, con lo scopo di promuovere, accompagnare, consolidare la vocazione culturale della nostra città». Tante le idee nuove, a partire dal nome. «Vorrei che accanto a Zétema si aggiungesse "cultura per Roma", per comunicare bene questa realtà, la produzione romana deve sapere che c'è un'azienda sulla quale poter contare. Anche durante questa campagna elettorale ho toccato con mano come la politica faccia fatica a comprendere che la cultura non è un accessorio, soprattutto a Roma, anzi è un valore e un'identità civica della nostra città». L'azienda capitolina si occupa di tutto il sistema museale, delle biblioteche capitoline, di grandi eventi come la Notte Bianca e il Festival delle Letterature. «Ci sono tante idee da sviluppare, già oggi incontreremo l'assessore alle periferie per approfondire i progetti inseriti nei nuovi contratti di quartiere e che prevedono servizi culturali, come ad esempio l'apertura di biblioteche. Ma non è tutto. Penso ad esempio - annuncia il presidente di Zétema - a rafforzare i punti di informazione turistica, dove poter acquistare ad esempio anche i biglietti per i concerti o eventi culturali. Ancora, credo vada un po' rilanciato il museo Macro, che mi sembra troppo appartato. Poi si potrebbero mettere in rete le varie strutture che fanno cultura, come la Casa delle Letteratura, la Casa del Cinema». L'idea, insomma, è quella di creare un nuovo polo culturale da affiancare a Musica per Roma, la società che gestisce l'Auditorium. Certamente una bella sfida per l'ex coordinatore della maggioranza capitolina, che comunque continuerà a fare politica. «Esiste la bellezza e ci sono gli oppressi, come diceva Camus - cita Di Francia - cercherò, se possibile, di restare fedele ad entrambi».
Roma. Biblioteche in periferia e biglietti per i concerti negli uffici turistici, il rilancio di Zétema
Silvio Di Francia, appena nominato presidente di Zétema, la società capitolina che si occupa dei servizi culturali della città, ha commentato il suo nuovo incarico. Di Francia, che ha trascorso anni tra gli scranni del Consiglio comunale, ha accettato e rilanciato la sfida. Porterà la sua storia e l'esperienza in questa azienda giovane, considerata in tutta Italia come il prototipo dell'agenzia di servizi per la cultura. Vorrebbe che accanto a Zétema si aggiungesse "cultura per Roma" per comunicare bene la realtà. Ha già incontrato l'assessore alle periferie per approfondire i progetti inseriti nei nuovi contratti di quartiere.
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