Aumentano i documenti da presentare per ottenere l'autorizzazione a intervenire in zona paesaggisticamente vincolata. Da oggi tutte le istanze devono essere accompagnate da una relazione paesaggistica accurata. Entra, infatti, il vigore il Dpcm 13 dicembre 2005, dopo 180 giorni dalla sua pubblicazione in «Gazzetta Ufficiale» (la n. 25 del 31 gennaio scorso), che nel suo allegato illustra in dettaglio la documentazione da trasmettere alla Pa per avere l'ok all'inizio dei lavori. Le Regioni possono introdurre semplificazioni ai criteri di redazione della relazione, «con riferimento alle peculiarità dei valori paesaggistici da tutelare» (articolo 3). Già il Dpcm prevede una versione "soft" della relazione, quando si tratta di interventi minori, come l'installazione di parabole, antenne, cartelloni pubblicitari, condizionatori, strutture temporanee o stagionali, pannelli solari e fotovoltaici fino a una potenza di 200 megawatt. In questi casi, è sufficiente compilare il modulo in appendice al provvedimento. Per tutti gli alti tipi di intervento, invece, è necessaria la relazione paesaggistica, che si compone di due parti: una prima, descrittiva dello stato dei luoghi e del progetto da realizzare; una seconda, sull'impatto delle trasformazioni proposte e sugli eventuali interventi di mitigazione necessari. «Con la relazione paesaggisticaspiega Roberto Cecchi, direttore generale per i beni architettonici e paesaggistici al ministero dei Beni culturalisi introduce il principio che l'apprezzamento dei valori paesaggistici è un percorso della conoscenza, che prevede, prima di realizzare un nuovo intervento edilizio, la necessità di avere cognizione della natura dei luoghi». La prima parte della relazione deve contenere due tipi di elaborati: di analisi e progettuali. Va data dimostrazione di aver analizzato lo stato dei luoghi dove si richiede di operare, con l'aiuto di estratti cartografici e sintesi sulle vicende storiche. Inoltre, la relazione deve essere accompagnata da foto scattate dai punti più panoramici prima dell'intervento. Per quanto riguarda il progetto, invece, prospetti, planimetrie, piante e sezioni vanno corredate di un testo per motivare le scelte fatte. Per facilitare il compito della Pa, la relazione paesaggistica deve contenere anche una «simulazione dettagliata dei luoghi a seguito della realizzazione del progetto». In altri termini, va allegato un rendering del progetto, per dar conto della trasformazione dei luoghi. Possono essere proposte misure di salvaguardia o di compensazione, obbligatorie se si tratta di interventi di grande incidenza. La relazione paesaggistica diventa ancora più dettagliata, se le opere da realizzare modificano parti vaste di territorio, come nel caso di complessi residenziali, parchi, dighe, porti, cave, discariche, strade o ferrovie. La proposta deve, infine, motivare le scelte effettuate, in relazione alle alternative praticabili. Più documenti Analisi dei luoghi Descrizione dell'area, sintesi delle vicende storiche, indicazione degli strumenti di pianificazione operativi e di beni culturali presenti, fotografie da punti panoramici Elaborati di progetto Due planimetrie, una generale regionale, un'altra dell'intera area; sezioni degli edifici esistenti; piante e sezioni dell'intervento; prospetti dell'opera e motivazione delle scelte Compatibilità Rendering computerizzato o manuale sullo stato dei luoghi dopo l'intervento; previsione degli effetti sul contesto; indicazione delle misure di compensazione Versione semplificata Per interventi minori (antenne 0 parabole, strutture temporanee, pannelli solari) è sufficiente il modello prestampato