LA POLEMICA «L'Assemblea ha dato il peggio di sé: è tutto bloccato nel pantano dei veti incrociati» Costernato e amareggiato, «lo stato d'animo non è dei migliori». E Giancarlo Galan, presidente del Veneto, non lo nasconde affatto. La sua grande amarezza (da assessore alla Cultura, responsabilità che gestisce ad interini) riguarda la mancata nomina da parte dell'assemblea veneta dei rappresentanti della Fenice e dell'Arena. L'indice è puntato sulla «mia maggioranza» ma anche «sulla parte meno buona dell'opposizione». Galan, la prende dalla lontana: «II Consiglio regionale ha chiuso i lavori per la pausa estiva e non ha licenziato il Piano regionale di Sviluppo (Prs), dopo aver mobilitato 0 fior fiore di sociologi, urbanisti e speso tanto tempo in dibattiti e convegni». Il governatore ricorda che la sua Giunta lo ha approvato e spedito al Consiglio due anni fa «ed è ancora lì, perso nella palude dei veti incrociati... si impantana tutto, come la riforma dello Statuto Regionale». E ora «se ne riparlerà a settembre, forse...». In «questo pantano» sono finite (ed è l'argomento che più interessa il governatore-assessore) anche le nomine dei rappresentanti regionali in alcuni enti culturali, come la Fenice e l'Arena. Anche qui «l'assemblea regionale ha dato il peggio si sé con i blocchi da parte del centrosinistra che hanno trovato sponda nel centrodestra». Una bella tirata di orecchie alla "sua" Cdl, non è la prima volta, mentre continua il feeling con «la parte buona dell'Unione». Con quel Achille Variati (Margherita, vicepresidente del Consiglio regionale) «con il - confessa Galan - ci troviamo sulla stessa sponda quanto al federalismo». Per la Fenice, invece, mentre il ministro Rntelli indica i suoi tre candidati, per due posti disponibili, e cioè Franca Coin, Gigliola Zecchi e Giorgio Orsoni (anche qui non c'è affatto coesione nel centrosinistra), «il Consiglio regionale ha chiuso i battenti, infischiandosene». Galan i "suoi" li aveva indicati (l'editore Cesare De Michelis e Laura Barbiani del Teatro Stabile del Veneto) ma anche qui i soliti distinguo soprattutto del centrodestra sulla Barbiani, potrebbero portare all'indicazione di Gianluca Comin, giornalista con trascorsi al Gazzettino, direttore della comunicazione dell'Enel. Stesso discorso vale anche per l'Arena. Poi c'è anche l'Istituto delle Ville Venete, aggiunge il governatore, «con un Cda appena rinnovato, ma mancano i revisori dei conti proprio di nomina regionale». E «sia chiaro - spiega Galan - L'avvocatura dello Stato mi dice che i Cda di Arena e Fenice possono riunirsi anche senza i rappresentanti della Regione. Bel colpo: loro decidono cosa fare senza l'istituzione principale dei Veneto!» C'è né a sufficienza perché vada all'attacco mettendo in guardia «chi mi accusa di assenza dal lavoro, io ci ci sono, tutti i giorni. È qualcun'altro l'assente...».
Galan contro il Consiglio regionale. Governatore amareggiato per la mancata nomina dei rappresentanti nel Cda di Fenice e Arena
L'Assemblea regionale del Veneto ha bloccato la nomina dei rappresentanti della Fenice e dell'Arena, due enti culturali importanti per la regione. Il presidente del Veneto, Giancarlo Galan, è amareggiato e critico con la maggioranza del centrosinistra, che ha bloccato la nomina dei rappresentanti. Galan sostiene che la mancata nomina è dovuta anche alla parte meno buona dell'opposizione. La situazione è simile a quella della riforma dello Statuto Regionale, che è stata bloccata per due anni. Galan ricorda che la sua Giunta aveva già approvato il Piano regionale di Sviluppo (Prs) due anni fa, ma non è stato licenziato.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo