ERCOLANO. Dopo Pompei, un protocollo per Ercolano in grado di rilanciare il turismo e potenziare le strutture ricettive della città degli scavi. Lo chiede il vicesindaco comunale e assessore al Turismo Ciro Iengo dopo la firma del "protocollo Pompei" a Roma nell'ambito del tavolo di lavoro convocato dal ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rute]li «Come Pompei anche Ercolano è un grande attrattore culturale - spiega Iengo - dunque sentiamo il bisogno e la necessità di rientrare nel circuito turistico. Faccio appello al ministro Rutelli perché Ercolano si candidi ad ospitare al più presto una conferenza nazionale sul turismo per discutere del rilancio del settore». Non solo Pompei, dunque. Il turismo ad Ercolano, nonostante l'impegno di privati, registra ancora oggi notevoli ritardi. «Grazie all'aiuto di privati siamo riusciti a recuperare di recente aree dismesse come le ex Officine Fiore - continua Iengo - ma non basta. Ad Ercolano mancano ancora parcheggi, vera nota dolente, e ancora non è stato aperto l'ingresso secondario degli Scavi. C'è da potenziare la rete dei servizi alberghieri e delle strutture ricettive. Siamo nell'itinerario dei grandi attrattori ma una risposta soddisfacente ai turisti non è stata ancora data!» Tra i problemi da risolvere oltre al piano parcheggi, anche il miglioramento delle strade che conducono al Vesuvio. Infine un appello: «Anche noi vogliamo avere lo scavo illuminato di notte - conclude Iengo -. Servirebbe a trattenere più turisti in città. Oggi però sentiamo con urgenza la necessità di sederci intorno a un tavolo per discutere del rilancio del turismo».