Un muro prima considerato romano e poi rivelatosi il confine settecentesco di una vigna ha bloccato i lavori SLITTA di sei mesi l'inaugurazione dei nuovi spazi del Macro (Museo d'arte contemporanea di Roma) che mostrerà al pubblico la sua bella collezione permanente e non solo all'inizio del 2008. Come mai questo ritardo? Un muro. Sì, un muro settecentesco è spuntato fuori durante i lavori di ampliamento e inizialmente si temeva che fosse di epoca romana (ironia della sorte, i ritrovamenti archeologici rischiano ormai da anni di essere più temuti che applauditi, proprio per i frequenti blocchi dei lavori pubblici e delle opere architettoniche e non sempre, alla prova dei fatti, giustificati). Insomma, ci sono voluti sei mesi prima che fosse accertata l'epoca. «Il muro è stato rimosso una ventina di giorni fa», spiega l'architetto Francesco Ghio, coordinatore tecnico-scientifico dell'Ufficio Qualità Architettonica. Ma prima della rimozione, tra accertamenti della Soprintendenza e documentazioni varie, i lavori sono stati rallentati. «Abbiamo impiegato un po' di tempo per capire la consistenza del muro. Alla fine è risultato chiaro a tutti che si trattava di un muro del Settecento che divideva due vigne, nulla di significativo». Muro rimosso, dunque, ma i lavori hanno subito un rallentamento. «Dovremmo finire tra un anno e mezzo» dice Ghio. Ma stavolta non ci saranno altre sorprese. «Ormai abbiamo finito di scavare, stiamo costruendo il solaio che divide il parcheggio sotterraneo dal 1 piano del Museo» continua l'architetto. Ancora un anno e mezzo di lavori e poi, se non ci saranno altri contrattempi, il Macro avrà i suoi nuovi spazi ideati Odile Decq, che ha già realizzato architetture fortemente dinamiche di derivazione "high tech", tra le quali il porto di Osaka in Giappone e il Centro di ricerca Saint Gobain a Parigi. I nuovi spazi - 1Omila metri quadrati tra spazi espositivi, spazi eventi, spazi art-video, foyer, ristorante, art cafè, book shop, sala didattica, sala lettura -dovrebbero essere inseriti in una struttura che miri a camufFare il Museo rendendolo invisibile. L'ingresso sarà all'angolo tra via Nizza e via Cagliari e una volta dentro il Macro avrà tre nuove sale espositive, oltre ad un parcheggio con 150 posti auto e una terrazza aperta la pubblico anche negli orari di chiusura del museo. Nel livello interrato, tra l'altro, sono previsti anche i nuovi depositi dedicati alla collezione delle opere d'arte e dei locali tecnologici per la gestione integrata di tutto 'il complesso museale.