«Finalmente dopo 22 anni la Regione Veneto non assegnerà più i contributi ai soliti "noti", ma valuterà gli enti di rilevanza culturale in base all'attività, ai progetti e alle realizzazioni, premiando quelli più validi e più innovativi». Così il presidente della commissione Cultura, Daniele Stivai (Liga Veneta - Lega Nord), saluta con soddisfazione l'abolizione degli "allegati A", in tre leggi del 1984 che hanno orientato e guidato sinora l'assegnazione dei contributi regionali in ambito culturale. La cancellazione degli elenchi degli enti speciali "a rilevanza culturale" è stata decisa l'altro ieri dal Consiglio regionale, nell'ambito del provvedimento collegato alla finanziaria 2006, in materia di sport, turismo e cultura. «Con la cancellazione dell'albo delle istituzioni "a rilevanza regionale" che sino a oggi hanno ricevuto di diritto i contributi della Regione -spiega Stivai - poniamo le premesse per una nuova legge quadro regionale per la cultura, che aggiorni parametri e criteri nell'erogazione dei fondi regionali». «Ciò non significa - spiega il rappresentante del Carroccio - che questi enti blasonati del Veneto, come ad esempio le fondazioni Arena, Fenice e Cini, l'accademia Olimpica di Vicenza, quella dei Concordi di Rovigo o gli Istituti per la Storia della Resistenza del Veneto avranno meno soldi, ma che per ognuno di questi enti - conclude Stivai- la Regione valuterà di anno in anno l'attività, la progettualità e i risultati, commisurandoli a quelli delle altre istituzioni culturali attive nel Veneto».
Cultura, finanziamenti solo a chi li merita
La Regione Veneto ha deciso di abolire gli "allegati A" che hanno orientato l'assegnazione dei contributi regionali in ambito culturale per 22 anni. La cancellazione è stata decisa dal Consiglio regionale nell'ambito della finanziaria 2006. La Regione valuterà gli enti di rilevanza culturale in base all'attività, ai progetti e alle realizzazioni, premiando quelli più validi e più innovativi. La cancellazione dell'albo delle istituzioni "a rilevanza regionale" non significa che questi enti avranno meno soldi, ma che la Regione valuterà di anno in anno l'attività, la progettualità e i risultati di ciascun ente.
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