Una convenzione unica in tutta Italia, un accordo stipulato in nome dell'elevata quantità di beni storico-militari diffusi sul territorio della Lombardia. Tutelarli e conservali è possibile perpetuando il valore culturale del nostro patrimonio storico. Firmatari dell'accordo sono la Direzione per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia e il Museo della Guerra Bianca in Adamello di Temù che si sono trovati faccia a faccia, nel corso di questa settimana, per la concretizzazione della convenzione, presso il Salone degli Specchi di Palazzo Zitta, a Milano. Di fatto, da mercoledì mattina e per i prossimi dieci anni, il Museo di Temù, nella figura del presidente Sergio Zani e dei suoi preziosi collaboratori, gode della qualifica di Centro permanente di studio e di documentazione, oltre che di Istituto di ricerca competente nell'attività di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-militare, in particolare riferito alla Prima Guerra Mondiale. L'ente carmino, quindi, dovrà fornire un supporto tecnico-scientifico ai progetti, avviati nella nostra regione, che rientrano nella rivalutazione di tale patrimonio. Un ruolo che godrà del riconoscimento da parte del Ministero per i beni e le attività culturali. Coinvolte nella stipulazione del «patto» sono state rappresentate da autorità di spicco: Carla Di Francesco, direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici della Lombardi, Cristina Ambrosini e Beatrice Bentivoglio, sue collaboratrici, Sergio Zani, presidente del Museo di Temù, John Ceruti e il presidente della Provincia di Brescia Alberto Cavalli nonché i rappresentanti della Regione. Dopo la presentazione della Di Francesco sulle motivazioni che hanno spinto alla realizzazione di questo accordo la parola è passata a Sergio Zani. n presidente del Museo ha così potuto inquadrare e spiegare le numerose attività svolte dall'ente, successivamente illustrate anche da John Ceruti tramite la proiezione di immagini suggestive. E se dalla firma della convenzione è trascorso poco tempo, già si parla di progetti futuri. «I canali di comunicazione con il Ministero sono tanti: dalle attività di catalogazione alla creazione di un volume dedicato alle linee guida per la conservazione del materiale, fino alla definizione di percorsi da compiere per osservare i resti delle vicende belliche, come la Linea Cadorna», spiega Ceruti, direttore tecnico del Museo e conservatore insieme ad Antonio Trotti. «I dieci anni di durata della convenzione rappresentano il giusto tempo per portare avanti i lavori di ampio respiro anche perché il Ministero desidera realizzare uh progètto globale che vada a coinvolgere l'intera Lombardia». Il piano di lavoro è stato avviato correttamente, ora spetterà al Museo verificare la conformità degli interventi sui beni relativi alla Prima Guerra Mondiale avviati nella regione lombarda, mentre la direzione regionale garantirà un contributo scientifico e, dove possibile, anche economico.
II Museo di Temù farà scuola. Dovrà supportare in Lombardia gli studi sulla Prima Guerra mondiale
La Direzione per i Beni culturali e paesaggistici della Lombardia e il Museo della Guerra Bianca in Adamello di Temù hanno firmato una convenzione unica in tutta Italia per tutelare e conservare i beni storico-militari diffusi nella Lombardia. Il Museo di Temù sarà designato come Centro permanente di studio e documentazione e Istituto di ricerca competente per la tutela e valorizzazione del patrimonio storico-militare, in particolare riferito alla Prima Guerra Mondiale. Il Museo dovrà fornire un supporto tecnico-scientifico ai progetti avviati nella regione e godrà del riconoscimento del Ministero per i beni e le attività culturali.
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