Roma. Il caso di Francesco Rutelli, sindaco di Roma indifferente al patrimonio artistico del Ventennio ed oggi ministro pentito e "revisionista" sulla tutela dei monumenti voluti dal Duce, («Sono un patrimonio da valorizzare e preservare», ha detto) fa sorridere il professore di Storia dell'architettura moderna Giorgio Muratore, in passato protagonista di acerbe critiche nei confronti delle avventate posizioni delle giunte capitoline di sinistra sul Foro Italico, sull'Ara Pacis e su via dei Fori Imperiali. Professore, anche Rutelli si è dovuto arrendere alla bellezza dell'estetica fascista. Che ne dice? Sulla memoria dei politici ho sempre avuto qualche dubbio. Non mi meraviglia che oggi Rutelli dica cose che si dicono a livello scientifico e culturale da almeno trent'anni. È un modo come un altro per arrivare tardi anche in questa occasione. Erano gli anni Sessanta quando Pasolini avviò questo processo di rivalutazione dell'architettura del fascismo girando per la Rai un documentario di grande fascino su Sabaudia. Fu il primo, a sinistra, a sdoganare questo interesse. Sì però - bei discorsi a parte -sul recupero dell'architettura di quel periodo poco si è fatto. A cominciare proprio dal Foro Italico... Il modo in cui è tenuto il Foro Italico è una vergogna. Nessuno si è fatto carico seriamente di un recupero urbanistico dell'area e le situazioni di degrado si sono ulteriormente aggravate, a cominciare dai sistemi di sicurezza messi intorno allo Stadio per finire ai restauri mai partiti della Casa delle Armi, sulla quale si trascina,un grottesco balletto quanto alle competenze. Ancora oggi non si capisce quale sarà il destino di un capolavoro che il mondo ci invidia. L'idea di restituire allo Stadio dei Marmi il "Lanciatore di Giavellotto" non è frutto di chissà quale resipiscenza delle istituzioni, direi che si tratta di normale manutenzione e non c'è da vantarsene più di tanto. Del resto fino a qualche anno fa queste stesse persone, che non hanno battuto ciglio dinanzi alla copertura dello Stadio Olimpico, hanno messo in vendita in modo inopportuno il patrimonio del Foro Italico e si sono fermati solo perché il New York Times scrisse che in Italia si vendevano gli obelischi. Oggi non vedo alcun segno, neanche parziale, di una qualsiasi strategia di valorizzazione di quell'area, dove ancora si va sui mosaici con i pattini, dove la foresteria è stata distrutta e dove la sede dell'Accademia di educazione civica è stata assolutamente offesa con interventi inadeguati: hanno sbagliato pure i colori degli intonaci. Poi, a parole, dicono quello che tutti sanno, e cioè che il Foro Italico è un bene monumentale primario, importante quanto il Foro Romano ma è considerato solo per la sua attrattività economica legata al calcio. Vuole dire che a sinistra manca in generale una cultura del recupero o che la sinistra si distrae più volentieri se il recupero interessa un manufatto del Ventennio? Voglio dire che la sinistra si dibatte in contraddizioni dannose: lo dimostra il fenomeno del concorso lanciato per la sistemazione di piazza Augusto Imperatore che arriva solo dopo l'intervento di Meier sull'Ara Pacis. Questa non è cultura del recupero, questo è metterci una pezza. Oggi alcuni sovrintendenti hanno capito che bisogna intervenire in modo diverso ma lo hanno capito molto tardi e quindi stanno proponendo restauri importanti, come quello del Palazzo della Civiltà all'Eur. Altro caso di miopia è il mancato recupero del Velodromo, che è degli anni Sessanta, però dimostra come i nostri politici dinanzi agli edifici dell'architettura moderna siano meno sensibili, in altre parole vedono soprattutto l'affare. E sulle città di fondazione la situazione sta cambiando? Avevo sperato molto nelle giunte di centrodestra delle città pontine ma sono rimasto deluso. Hanno fatto solo qualche mostra. Fu interessante invece lo sforzo fatto dall'ex sindaco di Latina Ajmone Finestra, che affidò il piano regolatore a un architetto di parte diversa, Pier Luigi Cervellata il quale aveva intenzione di recuperare l'impianto originario della città pontina. Alla fine hanno prevalso altri interessi e quel piano è stato accantonato. Bisogna però ricordare che fu uno sforzo intelligente, magari lo avessero fatto gli amministratori di Roma.
Muratore: il Foro Italico? La sinistra lo ha degradato e ora vuole farci l'affare...
Il professore di Storia dell'architettura moderna Giorgio Muratore ha espresso la sua opinione sul caso di Francesco Rutelli, il ministro pentito e "revisionista" sulla tutela dei monumenti voluti dal Duce. Rutelli ha detto che il patrimonio artistico del Ventennio è da valorizzare e preservare. Muratore ha risposto che Rutelli si è arreso all'estetica fascista e che la sua posizione non è nuova. Ha anche criticato il modo in cui il Foro Italico è tenuto e ha detto che non si è fatto nulla per il recupero urbanistico dell'area.
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