La nuova amministrazione dovrà metter mano a progetti rilevanti per la città. Dopo annunci, revisioni e cambiamenti di rotta, ci si augura un punto fermo. Garibaldi-Repubblica, con la città della moda e le nuove sedi della Regione e del Comune, potrebbe trovare una definitiva sistemazione, rimandata a cinquant'anni dal piano regolatore del 1953. Il Politecnico di Milano alla Bovisa dovrebbe completare il proprio insediamento. Potrebbero sorgere i criticati grattacieli sull'area dell'ex Fiera. E la Biblioteca Europea a Porta Vittoria? E il museo all'Arnaldo? E tante altre iniziative ancora in fase di progetto, con un iter ancora complesso che potrebbe riservare, conoscendo il caso italiano e milanese, altri rimandi. La governante comporta la capacità di decidere, valutare le alternative in un contesto di confronto e partecipazione per un consenso senza veti interdittivi. E' il difficile uso della democrazia che deve saper scegliere, anche con coraggio, pena il decadimento al piccolo cabotaggio burocratico. Questo terreno segna la distanza di Milano dalle altre città europee e internazionali che hanno fondato il loro sviluppo sulla specializzazione e la competitivita, sulla qualità urbana e ambientale, sulla innovazione nell'architettura come icona del nuovo millennio. Il nodo ruota attorno alla decisione, alla capacità di imboccare la strada della qualità e dei tempi certi, la sola in grado di richiamare gli investitori, e colmare quindi una distanza che purtroppo sta aumentando tra Milano e le altre metropoli. In attesa della ripresa a pieno ritmo dell' azione amministrativa, che dovrà mettere al centro la politica e la cultura se vorrà costruire il consenso, qualche episodio, apparentemente marginale, appare inquietante. Percorrendo la strada che costeggia ad est l'Idroscalo, non si coglie più la sagoma orizzontale del famoso centro direzionale dell'IBM progettato da Marco Zanuso negli anni settanta, al centro allora di un serrato dibattito sociologico sull'open space che ne caratterizzava il lay-out. L'opera insigne per rigore tecnologico, e perfettamente inserita nel "verde di Lombardia", è stata da qualche mese tacitamente demolita. Indicata negli itinerari del Maestro del design italiano, non dialoga più con l'altrettanto eccellente architettura della Monda-dori di Oscar Niemeyer, e a fianco del cumulo di macerie è sorto un nuovo grande palazzo Ibm d'indefinibile impronta architettonica. L'episodio è sintomatico di un atteggiamento che, oltre ad avere poca propensione verso il futuro, non è neppure in grado di salvaguardare l'identità del proprio passato, la continuità con la gloriosa tradizione dell'architettura moderna milanese. Politecnico di Milano
IDENTITÀ E MEMORIA
La nuova amministrazione dovrà affrontare progetti rilevanti per la città, come la sistemazione di Garibaldi-Repubblica, il completamento del Politecnico di Milano alla Bovisa e la realizzazione di nuovi grattacieli sull'area dell'ex Fiera. La governante dovrà valutare le alternative e prendere decisioni con coraggio per costruire il consenso e richiamare gli investitori. La città dovrà superare la distanza con le altre metropoli europee e internazionali, che hanno fondato il loro sviluppo sulla specializzazione e la competitività. La politica e la cultura dovranno essere al centro dell'azione amministrativa per costruire il consenso.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo