Dopo Paccordo siglato nei mesi scorsi dal ministro ButtigJione con il Metropolitan Museum of Ari di New York per la restituzione di una serie di reperti archeologici di straordinario valore tra cui «Cratere di Eufronio», il governo italiano segna un altro punto a favore della restituzione delle opere trafugate dal Paese e vendute a musei di rilevanza intemazionale. Dopo un primo accordo di massima, infatti, ecco la certezza che entro la fine di settembre il ministero finalizzerà un patto con il Museum of Fme Arts di Boston, patto che prevede il rientro in Balia di 16 pezzi tra vasi, crateri e sculture romane, tra cui un grande busto in marmo di Vibia Sabina acquisito nel 1979 da un mercante svizzero. Le opere, secondo quanto annunciato dall'avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli, che ha condotto i negoziati, dovrebbero tornare in Kalia il 4 ottobre. Giorno in cui, tra l'altro, si apre il processo di appello contro l'antiquario Giacomo Medici, già condannato a dieci anni per aver commercializzato almeno diecimila reperti clandestini per un valore di trenta milioni di euro.