POMPEI. Il city manager Luigi Crimaco critica il comportamento della Cgil e dell'Unsa, appoggiando in pieno il percorso tracciato dal ministro Francesco Rutelli. Nonostante l'apertura del ministro Rutelli i sindacati continuano a chiudere Pompei. Perché? «Il ministro ha dimostrato di essere realmente interessato alle sorti di Pompei. Bisognerebbe capire se realmente dietro alla chiusura del sito c'è la rivendicazione di problematiche». Cosa intende? «Sin dal primo giorno del mio mandato ho aperto un tavolo di trattative con tutti i sindacati. Raggiungendo, anche, importanti traguardi. Attualmente sono impegnato per garantire la vigilanza su tutto il sito, nonostante la soprintendenza sia in sotto organico». E che cosa sta accadendo su questo fronte? «La minoranza dei sindacati, che rappresentano appena il cinque per cento dei lavoratori, sembra non essere d'accordo benché tale richiesta sia giunta proprio da loro». Se rappresentano la minoranza come mai i cancelli del sito restano chiusi in caso di protesta? «Se c'è anche un solo custode in meno non è possibile l'accesso del pubblico al sito, in quanto non è garantita la vigilanza. Far aspettare migliaia di turisti, per richieste che sono già state risolte, non fa altro che danneggiare l'immagine del sito».