PALERMO. Il decreto è già pronto per essere analizzato dalla giunta di giovedì. Obiettivo spostare cinquecento dei precari stabilizzati l'anno scorso dalla Regione per permettere l'apertura serale e domenicale dei musei siciliani: «L'unico ostacolo - spiega il neo-assessore regionale ai Beni culturali Gino Leanza, che sta cercando la quadratura del cerchio col suo omologo alla Presidenza Mario Torrisi - è che per stare nei musei dovrebbero avere uno scatto di carriera. Ma risolveremo il problema pagando loro straordinari e turni particolari: ovviamente, se serve anche la promozione sarà possibile». Un'operazione che, se lo straordinario ammontasse a un centinaio di euro a testa, potrebbe gravare sulle casse regionali 50 mila euro, ma che Leanza (che ieri ha presentato un'iniziativa sui castelli e sui borghi medievali) è certo di poter far passare a costo zero: «Con i biglietti in più venduti nei musei - assicura - la copertura sarebbe autonoma». Intanto, sul capo dell'assessore ai Beni culturali è finita la grana dei lavoratori di «Beni culturali spa», che ieri hanno manifestato davanti all'assessorato e scioperato a macchia di leopardo in tutta la Sicilia. «L'assessore - scrivono Uiltucs-Uil e Cobas-Codir in una nota - si è impegnato a rappresentare il problema al presidente della Regione nella prossima giuntae ad aprire un tavolo di trattative». A Palermo, la giornata dello sciopero museale è stata vissuta tra alti, bassi e qualche protesta. Palazzo Abatellis ha funzionato a singhiozzo. Aperto parzialmente la mattina e totalmente il pomeriggio. Palazzo Mirto - secondo il personale all'ingresso - non ha accusato problemi grazie a un rinforzo provvidenziale di personale. Una versione che cozza contro quella fornita da Donatella Dagnino, guida turistica. «Ieri per fortuna ero in giro da privata, senza un gruppo - racconta lei - Palazzo Mirto era aperto di mattina, intorno alle nove e mezza. Però ci hanno detto che non si poteva visitare, causa mancanza di impiegati. Di palazzo Abatellis era visitabile solo il piano inferiore, dove ci sono solo due cosette e non mi pareva giusto pagare il biglietto per questo». Analogo disagio è stato vissuto da più di un turista che ha dovuto fare i conti con la bellezza fruibile, solo a a mezzo servizio.
I musei aperti anche la sera Si trasferiscono 500 ex-precari
Il decreto per aprire serale e domenicale i musei siciliani è pronto per essere analizzato dalla giunta. L'unico ostacolo è che i precari stabilizzati devono avere uno scatto di carriera per stare nei musei. Il neo-assessore Gino Leanza afferma che risolveremo il problema pagando loro straordinari e turni particolari. L'operazione potrebbe gravare sulle casse regionali 50 mila euro, ma Leanza è certo di poter far passare a costo zero. I lavoratori di Beni culturali spa hanno scioperato davanti all'assessorato e hanno richiesto di aprire un tavolo di trattative con il presidente della Regione.
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