ANCORA DISAGI per i visitatori degli scavi di Pompei. Dalle 8,30 alle 10,30 i sindacati annunciano un sit in del personale, per protestare contro la mancata convocazione a Roma da parte del ministro Rutelli, che sul caso Pompei ha indetto un incontro per oggi. IL CASO - Previsti disagi all'ingresso per dodicimila visitatori Oggi incontro a Roma tra Rutelli e Guzzo. Scavi, sfida al ministro cancelli chiusi ai turisti Pompei, oggi sit-in di due ore. I Ds: condividiamo l'agitazione POMPEI. Nonostante l'impegno assunto dal ministro Francesco Rutelli per la risoluzione dei problemi denunciati dal personale degli scavi di Pompei, i sindacati continuano a chiudere il sito lasciando fuori migliaia di turisti giunti da ogni parte del mondo. Dopo il blitz di sabato scorso nella città sepolta, il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli ha convocato a Ro - ma per oggi il soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, il city manager Luigi Crimaco e il sindaco di Pompei Claudio D'Alessio, per discutere del caso Pompei. I sindacati Cgil e Unsa, però, rammaricati di non essere stati convocati, sfidano il ministro e, senza attendere l'esito dell'incontro, incrociano nuovamente le braccia. Oggi, infatti, dalle 8.30 alle 10.30 si annuncia un'altra mattinata d'infermo per le migliaia di turisti che, prima di poter entrare nel magico e suggestivo mondo della città archeologica, dovranno attendere per più di due ore. La Cgil e l'Unsa dichiarano di non voler più parlare con l'amministrazione locale sulla riorganizzazione del personale e lo stop del turn over, ma di voler esporre le questioni direttamente al ministro Rutelli. «Siamo stanchi di assistere a disposizioni unilaterali del manager - dicono Michele Germano della Cgil e Salvatore De Cristofaro dell'Unsa - occorre rispettare le regole. Finché il ministro non ci convocherà, continueremo a tutelare i diritti dei lavoratori». Per Paolo Persico, responsabile provinciale Beni culturali dei Ds, uno dei problemi maggiori da affrontare è la sovrapposizione delle competenze. «Condividiamo la protesta della Cgil. È tempo di aprire un confronto serrato tra governo, Regione ed enti locali per affrontare alcuni nodi. Dopo anni di esperienza sull'autonomia bisognerà lavorare per alcuni correttivi nell'organizzazione che evitino inutili sovrapposizioni e conflitti di competenze, aprendo una riflessione sul ruolo e la figura del manager». La Ugl, intanto, annuncia di essere pronta allo sciopero e ha già chiesto l'attivazione delle previste procedure di raffreddamento. Sul tappeto i problemi di sempre: la mancanza di personale, l'assenza di progetti per la sicurezza dei turisti, la mancanza di fondi, a livello nazionale, per le spese di funzionamento: telefono, elettricità, manutenzione. «Siamo pronti - dichiarano il segretario nazionale, Paola Saraceni, e il coordinatore nazionale di settore, Renato Petra - al confronto ma in tempi brevi. Non c'è tempo da perdere, sebbene il ministro Rutelli si prodighi in estemporanei blitz come quello fatto in incognita l'altrogiornog Pompei, alla azioni deve far seguire i fatti».
LA PROTESTA. Scavi di Pompei due ore di chiusura sfida al ministro
Oggi, dalle 8.30 alle 10.30, i sindacati Cgil e Unsa hanno annunciato un sit-in del personale degli scavi di Pompei per protestare contro la mancata convocazione a Roma del ministro Rutelli. I sindacati chiedono la convocazione del ministro per discutere dei problemi denunciati dal personale, come la mancanza di personale, la sicurezza dei turisti e la mancanza di fondi. Il ministro Rutelli ha convocato a Roma il soprintendente Guzzo, il city manager Crimaco e il sindaco di Pompei D'Alessio per discutere del caso Pompei, ma i sindacati non sono stati convocati. I sindacati hanno deciso di non attendere l'esito dell'incontro e di continuare a protestare.
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