Roma - Riportare in Italia i beni archeologici trafugati e illegalmente esportati. E' un fronte assai ampio che da tempo vede impegnato il ministero dei beni culturali con trattative assai complesse, soprattutto con i musei americani. E' da mesi in corso il tentativo di definire un accordo con il Getty's Museum di Los Angeles mentre proprio in questi giorni è stata raggiunta un'intesa di massima, che sarà siglata a settembre, con il Museum of Fine Arts di Boston, uno dei più importanti degli Stati Uniti, che ha una collezione di oltre un milione di opere d'arte, con una straordinaria sequenza di capolavori impressionisti. Collaborerà con l'italia che ha chiesto la restituzione vasi, crateri, sculture di epoca romana - sedici pezzi complessivamente - tra cui un celebre ritratto di Sabina, moglie di Adriano, una statua alta più di due metri, di marmo pario, che l'istituzione americana aveva acquistato nel 1979 da un mercante svizzero. L'accordo, definito tra funzionari del museo di Boston e italiani, fortemente spinto dal ministro Rutelli che lo siglerà tra poco più di un mese, prevede il rientro in Italia di reperti archeologici e al contempo il prestito da parte dell'Italia al museo di opere significative in relazione ai programmi espositivi del "Fine Arts" di Boston, nonché l'istituzione di una procedura per assicurare la correttezza delle future acquisizioni. Al contempo prenderà il via una collaborttzione scientifica perla conservazione, gli studi archeologici e la progettazione di mostre. Sottolinea Rutelli: "L'accordo con il Fine Arts di Boston è importantissimo, consentirà rilevanti iniziative di collaborazione tra le nostre istituzioni, e permetterà al nostro paese di recuperare opere di prima grandezza che fanno parte del patrimonio nazionale", E' una vittoriosa battaglia di lunga guerra combattuta in più zone. La più aspra è in corso con il Getty di Malibu dal quale l'Italia pretende la restituzione di capolavori come l'atleta di Lisippo, o la Venere di Morgantina. Sono in corso trattative. Anche in questo caso forse di chiuderanno a settembre, e forse nel futuro sarà più difficile vendere ai musei opere provenienti da scavi archeologici clandestini.