Trapani. I beni archeologici tornano a casa. Un percorso periglioso, costellato di complesse operazioni di studi prima e di indagini poi. Un lavoro di intelligence che mira a restituire parte del preziosissimo patrimonio di cui la Sicilia è stata ed è ricchissima, alla sua terra di origine. In questo contesto si inquadra la mostra - preceduta ieri da una Conferenza stampa a cui hanno partecipato l'assessore regionale ai Beni Culturali Lino Leanza, il comandante dei carabinieri Tutela patrimonio artistico di Roma, col. Giovanni Pastore, il sovrintendente di Trapani Giuseppe Gini ed esperti della Sovrintendenza - di due reperti archeologici di grande valore storico. La «Lex Sacra» e la Stele di Latinos, entrambi appartenuti a Selinunte, dove presto ritorneranno. La prima era entrata nella collezione del J. Paul Getty Museum di Malibù nel 1981, non si sa in quale modo ma sicuramente trafugata e restituita poi nel 1992; una lamina di piombo con il testo diviso in due colonne. I caratteri epigrafici l'hanno attribuita al santuario di Zeus Meilichios che si trova nel complesso della Malophoros, nel parco archeologico di Selinunte. Importante perché il testo sacro (prima metà del V sec. a. C.) descrive le pratiche cultuali e rituali di purificazione da compiere in onore degli eroi locali e delle divinità tra le quali Zeus Meilichios. L'epigrafe funeraria di Latinos - trafugata da tombaroli trapanesi negli anni 50 e per la prima volta esposta in Italia - è incisa su una stele di calcarenite ed è stata restituita quest'anno dal Getty Museum che la deteneva dal 1980. Come ha scoperto il prof. Nenci è attribuita ad una tomba selinuntina appartenente ad un personaggio vissuto alla fine del VI sec. a.C. Vi è scritto: «Sono Latino. Sono figlio di un Reggino» e testimonia la presenza di un etrusco a Selinunte. I due preziosi reperti in mostra con altri oggetti selinuntini finiranno nel costituendo museo Florio, dentro il Parco di Selinunte. All'alto valore storico dell'esposizione si affiartta la considerazione che l'arrivo in Italia, come ha detto il sovrintendente Gini «è stato consentito grazie all'accordo, rinnovato da poco, con gli Usa per la restituzione dei reperti finiti fuori dall'Italia in modo non limpido». Il col. Pastore ha proseguito: «Il recupero della stele giunge dopo molti anni e molte indagini. Ci sono in corso altre iniziative per recuperare dall'estero 52 reperti archeologici importanti per 21 dei quali si è ottenuto il riconoscimento di illecita esportazione.
Tornano a casa stele di Latinos e la Lex Sacra
La mostra a Trapani esporrà due reperti archeologici di grande valore storico, la Lex Sacra e la Stele di Latinos, appartenenti a Selinunte. La Lex Sacra è una lamina di piombo con il testo diviso in due colonne, che descrive le pratiche cultuali e rituali di purificazione in onore degli eroi locali e delle divinità. La Stele di Latinos è un'epigrafe funeraria incisa su una stele di calcarenite, che è stata restituita al Getty Museum dopo essere stata trafugata da tombaroli trapanesi negli anni 50. Entrambi i reperti saranno restituiti al museo Florio, all'interno del Parco di Selinunte.
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