Sono passati cinque anni dallo stanziamento di fondi per il restauro del monastero "I Santi" in località Battiferro. Soldi che la Regione aveva messo a disposizione per il recupero di un sito che risale al 1100 ed è sotto la custodia della Diocesi di Spoleto. A tutt'oggi, però, i lavori non sono ancora iniziati. Un ritardo che ha fatto scattare l'ennesima protesta da parte dei cittadini di Battiferro, piccola frazione di Terni che si trova immersa nella Valserra, che più volte hanno sollecitano l'intervento del Vescoco di Spoleto Monsignor Fontana. «Entro 180 giorni a partire dalla data del 24 maggio dovranno iniziare i lavori». L'archietetto Filppo Battoni è categorico. Il funzionario della Regione dell'Umbria che si occupa della ricostruzione post terremoto dei beni culturali ha seguito tutta la vicenda che lui stesso definisce: «complicata». «Nel 2001 racconta Filippo Battoni - stanziammo oltre seicentomila euro per il recupero del monastero. La Diocesi di Spoleto, però, presentò un progetto che non andava bene. Allora la procedure vuole che se ne presenti uno nuovo. Operazione che la Curia ha fatto solo quanche mese fa, appunto il 24 maggio. Ora devono dare avvio ai lavori entro 180 gironi». "I Santi" non è solo un sito di interesse religioso a cui gli abitanti sono legati. Nel giorno della Santissima Trinità, infatti, è tradizione locale recarsi in processione verso quel monastero che domina tutta la Valserra e che un tempo era un castello. Da qui si controllavano le principali vie di collegamento tra Terni e Spoleto. «Va bene che a Battiferro d'inverno ci vivono quattro famiglie dice Alessandro Morelli portavoce del comitato cittadino - ma il recupero del monastero come della piccola chiesa di Sant'Adriano sono interventi necessari per non mandare in malora anni di storia. Da queste parti alle tradizioni ci teniamo molto». Dello stesso avviso, se non fosse per una "piccola" divergenza di vedute, lo sarebbe anche monsignor Ceccarelli che si occupa della cura dei siti culturali appartenti alla Diocesi di Spoleto. «Per quanto riguarda Sant'Adriano sicuramente faremo il possibile mentre per "I Santi" non posso dire nulla a riguardo. Però - sottolinea Giampiero Ceccarelli - una cosa la voglio precisare: tutti sono capaci di piangere come tutti abbiamo due mani. Solo, che molto spesso, con una si prende e con l'altra pure. A volte bisogna anche dare».