Hanno attraversato anche l'Italia i flussi clandestini di reperti archeologici e pezzi da museo saccheggiati in Iraq, al tramonto del regime di Saddam. E' quanto emerso ieri - insieme alla conferma che episodi di saccheggio sono cominciati già prima dell'inizio della guerra ad opera di esponenti del regime iracheno, come rivelato da fonti locali - nella seconda e ultima giornata del vertice internazionale di polizia sull'emergenza del patrimonio culturale dell'antica Mesopotamia. Si sarebbe trattato di un semplice transito, «tangenziale» alla più battuta pista della Svizzera,territorio «franco» utilizzato come ponte sicuro per le destinazioni extra-mediorientali finora individuate dagli investigatori: Usa e Gran Bretagna. Nessun pezzo, insomma, si sarebbe fermato in Italia. Intanto, i traffici continuano; la Giordania ha segnalato movimenti al confine orientale con l'Iraq, e rafforzato i controlli a porti e aeroporti. Dal canto suo, l'Italia sta contribuendo in maniera sostanziale ad affrontare l'emergenza, in queste ore legata, più che ai musei, soprattutto ai saccheggi in atto nella sterminata costellazione di scavi a cielo aperto sparsi in Iraq, senza alcun controllo del territorio da parte delle forze d'occupazione concentrate nelle grandi città. Oggi, partirà per Ba ghdad la squadra di esperti del Ministero dei Beni culturali, guidata dall'archeologo Giuseppe Proietti con compiti di ricognizione dei danni. Con lui, il tenente Giuseppe Marseglia, comandante del Nucleo di Torino dei carabinieri Tutela patrimonio culturale, col compito non facile di raccogliere informazioni su autori dei saccheggi e destinazioni dei pezzi trafugati. E ieri, il Ministero ha deciso di destinare 150.000 euro, parte del ricavato del recente concerto di beneficienza che l'ex Beatle, Paul McCartney ha tenuto al Colosseo, al riassetto dei beni culturali iracheni. Proietti ha proposto di utilizzare questo denaro per recuperare subito il laboratorio fotografico e quello di restauro del Dipartimento delle Antichità di Baghdad.
In Svizzera via Italia i tesori iracheni rubati
I flussi clandestini di reperti archeologici e pezzi da museo saccheggiati in Iraq sono stati segnalati anche in Italia. Secondo fonti locali, gli episodi di saccheggio sono iniziati già prima dell'inizio della guerra ad opera di esponenti del regime iracheno. Il vertice internazionale di polizia sull'emergenza del patrimonio culturale dell'antica Mesopotamia ha confermato la presenza di questi flussi. L'Italia sta contribuendo ad affrontare l'emergenza, con la partenza di una squadra di esperti del Ministero dei Beni culturali per Ba ghdad.
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