La giunta regionale, presieduta da Piero Marrazzo, ha adottato su proposta dell'assessore all'Urbanistica e vicepresidente Massimo Pompili, il Piano territoriale paesistico "Valle della Caffarella, Appia Antica e Acquedotti' del Comune di Roma. Il Piano, secondo quanto previsto dalla Convenzione europea sul paesaggio e dal Codice Urbani, ha contenuti di tipo descrittivo, prescrittivo e propositivo; quest'ultimo aspetto è di carattere innovativo: consente infatti l'elaborazione di programmi d'intervento sul paesaggio, la possibilità di realizzazione di parchi archeologici e l'attuazione di specifiche norme come quelle che riguardano la delocalizzazione delle attività. In particolare, il Piano individua le zone non vincolate da assoggettare a tutela (è il caso della zona lungo gli acquedotti attualmente non vincolata) e indica le zone vincolate dove la compromissione delle aree è tale da consentire una semplificazione delle procedure di autorizzazione alle trasformazioni, autorizzazione che viene concessa a seguito dell'approvazione da parte del Ministero di un apposito protocollo d'intesa. Per quanto riguarda il patrimonio storico e archeologico, inoltre, il Ptp adottato individua, approfondisce e descrive sette sistemi: Centro Storico, Mura Aureliane, Acquedotti e via Latina, Fiume Almone, via Appia Antica, via Appia Nuova e via Ardeatina. «il Piano comprende un'area più ampia di quella compresa nel parco dell'Appia Antica: include infatti le zone degli acquedotti e di Fioranello che non fanno parte del Parco», dichiara Pompili, «si tratta di uno strumento che costituisce un punto di riferimento per quanto riguarda i valori paesistici e archeologici che può utilmente integrare la formazione del piano di assetto del Parco, modello paesistico che mancava nella procedura di formazione dell'area protetta».
La Regione adotta la tutela. Via al Piano Caffarella, Appia Antica e Acquedotti
La giunta regionale di Roma ha adottato il Piano territoriale paesistico "Valle della Caffarella, Appia Antica e Acquedotti". Il Piano ha contenuti descrittivi, prescrittivi e propositivi. L'aspetto propositivo è innovativo e consente l'elaborazione di programmi d'intervento sul paesaggio, la realizzazione di parchi archeologici e la delocalizzazione delle attività. Il Piano individua le zone non vincolate e quelle vincolate, e indica le zone vincolate dove la compromissione delle aree consente una semplificazione delle procedure di autorizzazione.
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