Martedì sera, mentre i romani gioivano, i francesi piangevano. Analogo sconforto di sedici giorni fa e iella perfino più nera. Durante il breve temporale di due sere fa, due fulmini hanno colpito in contemporanea, le pareti appena restaurate del campanile sinistro di Trinità de Monti, proprietà dei Pii stabilimenti della Francia a Roma. Il risultato è visibile già ai piedi della scalinata: una ferita lunga un metro sulla parete del campanile, che lascia scoperti i mattoni. Intonaci sbriciolati sull'arcata superiore, altri pericolanti proprio sotto al capitello e, insomma, restauro vanificato. Adorale: piazza transennata per due giorni almeno fino a oggi, quando un mezzo interverrà a rimuovere il pericolo dei calcinacci in caduta dal campanile. Inaccessibile al traffico Villa Medici (i veicoli su via Sistina ieri hanno dovuto tornare indietro dirottati su via Due Macelli). Quindi, un (probabile) temporaneo spostamento di pittori e am-bulanti in prossimità dell'Hotel Hassler-Villa Medici ma, soprattutto, nuovi ponteggi, praticamente per restaurare il restaurato. Iella, appunto. Secondo la ricostruzione dei tecnici dei Pii Stabilimenti della Francia, proprie-tari del monumento, verso le nove e trenta di martedì sera, custode e religiosi dell'«ecole» (Collegio di Trinità dei Monti) bavvertono lo schianto del primo fulmine. Forse attratto dall'imponente transennamento metallico dell'obelisco antistante, questo, colpisce il campanile sinistro, va a scaricare la propria energia sulla campana di bronzo, e, intanto, provoca la lacerazione della facciata, mentre un secondo, quasi in parallelo, va a «bucare» (ma il danno in questo caso è visibile solo dall'interno del monumento) il tamburo del campanile sinistro. «Siamo ancora in piena emergenza - dice il geometra responsabile dei Pii Istituti, Walter Dell'Olio - considerato che il caldo potrebbepeggiorare ulteriormente le condizioni degli intonaci squarciati». Subito una rete di protezione quindi. Ieri sera si attendeva che l'architetto esperto del restauro effettuasse un sopralluogo per poi pianificare il nuovo intervento. Chiesto e ottenuto (almeno fino ad oggi) il transennamento dell'area. Afflitto Dell'Olio per la sfortuna che si è abbattuta su un restauro monumentale da diciannove mesi e diversi milioni di euro. Per godere quella facciata, romani e turisti, hanno aspettato quasi due anni. Un lungo periodo di ponteggi e polemiche per via delle sponsorizzazioni che hanno svettato sullo scorcio, famoso, suggestivo e incrinato dal tempo. In due anni il barboncino colorato del made in Italy e il Gandhi-Telecom sovrapposti alla visuale monumentale, avevano finito per accrescere la voglia di ritrovarla.