Un accordo da 3,5 milioni di euro per completare il museo dell'industria e del lavoro a Sesto San Giovanni. L'intesa è stata firmata ieri dal Comune di Sesto, dalla Provincia di Milano, dall'agenzia di sviluppo Milano Metropoli e dal governatore della Lombardia Roberto Formigoni. Dove fino a una decina di anni fa c'erano gli stabilimenti della Breda siderurgica e ferroviaria, nascerà una struttura per ospitare i prototipi in legno del designer Giovanni Sacchi, i cimeli della Falck, una vera locomotiva a vapore, libri e oggetti delle grandi fabbriche. Il contributo della Regione (pari a 1,4 milioni di euro) servirà a terminare la sede del museo che sarà gestito dalla fondazione Istituto per la storia dell'età contemporanea in accordo con il Comune di Sesto e gli altri enti che partecipano al progetto. Nel museo anni di produzione negli stabilimenti Marelli, Falck, Breda, Pirelli e di tante altre realtà industriali che hanno caratterizzato la vita di Sesto San Giovanni nel secolo scorso: negli anni '60 nelle industrie della città lavoravano 40 mila operai. Nel raggio di poco meno di 13 chilometri quadrati di superficie, si concentrava il quinto polo industriale italiano,il primo per quanto riguarda la produzione dell'acciaio. Si realizzavano a Sesto batterie per auto, frigoriferi, televisori, radio, gomma piuma, treni, camion, dadi da brodo, ventilatori, turbine, pompe, motorini e molto altro. La nuova struttura che ospita il museo è stata costruita nell'ex magazzino ricambi della Breda, dove sarà riprodotta la bottega di lavoro di Giovanni Sacchi. Celebre scultore del legno, Sacchi ha lavorato con i più grandi designer italiani, costruendo prototipi utilizzati per realizzare i prodotti industriali: dalla Olivetti Lettera 32, al televisore Brionvega, dalla nuova Fiat 500 alle radio, ai mobili a tanti altri oggetti di uso quotidiano. I modelli che si trovano custoditi in un magazzino comunale saranno esposti insieme agli strumenti di lavoro dell'artista. La prima parte del museo verrà inaugurata a metà del 2007. L'apertura completa nel giugno 2008. Nel progetto del museo dell'industria e del lavoro è previsto anche il recupero del l'edificio del Mage, degli ex magazzini generali e dei locali mensa dello stabilimento Falck Concordia.