CAGLIARI. Insieme con il Piano paesaggistico regionale, uno dei tasselli fondamentali della politica di tutela dei litorali è la Conservatoria delle coste sarde. Secondo gli Amici della Terra e il Gruppo di Intervento Giuridico, infatti, "esso è uno strumento di gestione ecologica dei litorali che ha riscosso attenzione a livello nazionale e internazionale". "La Conservatoria - sottolineano le associazioni in un documento - per ora deve coordinare la gestione delle aree più importanti sul piano ambientale, mentre dopo un provvedimento legislativo, avrà il compito di gestire in un'ottica di sviluppo sostenibile i gioielli costieri". Gli ambientalisti nei giorni scorsi hanno inoltrato a Soru una bozza di testo normativo per l'istituzione della nuova struttura di tutela ambientale. FACCIAMO PARTIRE O NO LA CONSERVATORIA DELLE COSTE ? Insieme al piano paesaggistico regionale - P.P.R. in corso di approvazione definitiva, uno dei tasselli fondamentali della politica di tutela e gestione eco-sostenibile dei litorali isolani del governo regionale del Presidente Soru è rappresentato dalla Conservatoria delle coste sarde. Prevista dal programma di governo regionale (2004), istituita con deliberazione Giunta regionale n. 92 del 2 marzo 2005 come Servizio presso la Presidenza della Regione, deve, per ora, coordinare la gestione delle aree più importanti sul piano ambientale dell'Isola e, in seguito a provvedimento legislativo, avrà il compito di acquisire al patrimonio pubblico e di gestire in un'ottica di sviluppo sostenibile i "gioielli naturalistici" costieri. Con la successiva deliberazione n. 361 del 26 luglio 2005 è stato approvato il primo programma di attività. Realizzato finora soltanto in piccola parte. Se da un lato, infatti, è stato faticosamente dotato di personale il Servizio ed è stata pressoché ultimata la ricognizione dei terreni costieri appartenenti alla Regione, agli Enti strumentali ed alle Società controllate, d'altro canto il Comitato scientifico non è stato nominato, non v'è stato alcun atto gestionale di aree costiere, mentre è in corso di programmazione la prima conferenza regionale sulla gestione delle coste. E ciò non dipende dalla disponibilità del (piccolo) apparato tecnico-amministrativo. Anzi. Oltre alle prime attività, che possono essere svolte fin d'ora, si avverte la forte necessità che inizi quanto prima l'iter della proposta di legge regionale per far evolvere il Conservatorio delle coste in agenzia governativa regionale. Per questo gli Amici della Terra ed il Gruppo d'Intervento Giuridico - sostenitori da sempre del Conservatore delle coste ed autori di una specifica indagine di ricerca - hanno inoltrato (nota del 20 luglio 2006) in proposito una proposta comprendente una bozza di testo normativo, una bozza di linee guida statutarie e gestionali al Presidente della Regione Renato Soru ed agli Assessori regionali dei beni culturali, della difesa dell'ambiente e dell'urbanistica. E' ora che difficoltà, resistenze, problemi siano affrontati e superati per dare finalmente corpo ad uno strumento dinamico di gestione "ecologica" dei litorali che ha riscosso l'attenzione a livello nazionale ed internazionale. Si ricorda che l'istituzione della Conservatoria delle coste della Sardegna ha anche avuto positiva eco internazionale: i partecipanti alla Conferenza Internazionale della Società Civile sulla Strategia Mediterranea di Sostenibilità (MSSD), nel marzo 2005, hanno manifestato la loro soddisfazione in un messaggio al Presidente della Regione Sardegna, on. Renato Soru. Ben 80 rappresentanti di 162 associazioni di 18 Paesi del bacino del Mediterraneo hanno espresso il loro compiacimento per l'istituzione della nuova struttura di tutela ambientale e auspicato che le altre Regioni che si affacciano sul Mare Nostrum adottino analoghi provvedimenti di salvaguardia dei litorali costieri. Non solo. Nel maggio 2005, è stata consegnata al Presidente della Regione autonoma della Sardegna on. Renato Soru e al Presidente del Consiglio regionale on. Giacomo Spissu la petizione popolare per la salvaguardia delle coste sarde promossa dagli Amici della Terra e dal Gruppo d'Intervento Giuridico. La petizione chiede, oltre ad un P.P.R. contenente vere ed efficaci norme di salvaguardia costiera, proprio l'istituzione ed il funzionamento del Conservatorio delle coste. Gli aderenti sono stati ben 3.515 e vedono tra di loro parlamentari europei (on. Monica Frassoni), l'intera direzione nazionale degli Amici della Terra (Rosa Filippini, Walter Baldassarri e Maria Laura Radiconcini), personalità della cultura (lo scrittore Giorgio Todde), personalità del volontariato attivo (don Ettore Cannavera), rappresentanti di associazioni ecologiste di tutto il Mediterraneo (Coordinamenti Friends of the Earth dell'Europa e del Mediterraneo, associazioni nazionali aderenti a Friends of the Earth di Francia, Spagna, Cipro, Israele, Palestina, Croazia, Tema Foundation della Turchia, Istria Verde della Croazia, N.T.M. di Malta, C 21 dell'Algeria, Green Action della Croazia, European Geography Association della Grecia, E.N.D.A. della Francia, Green Home del Montenegro, S.P.N.L. del Libano, Link di Israele, E.N.D.A. Maghreb del Marocco, Tunisian Front Organization della Tunisia, Ecomediterrania della Spagna, O.D.R.A.Z. della Croazia, A.P.E.N.A. della Tunisia, A.F.D.C. del Libano, R.A.E.D. dell'Egitto, Ceratonia Foundation di Malta, C.O.A.G. della Spagna, WWF - programma Mediterraneo dell'Italia, I.P.A.D.E. della Spagna, Forum della Laguna di Venezia dell'Italia, W.A.D.A. del Libano, Associazione per la Wilderness dell'Italia), componenti di formazioni politico-sociali (vari aderenti a circoli di Progetto Sardegna) e, soprattutto, tanti comuni cittadini sardi, di tante altre parti d'Italia e numerosi stranieri. Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico