CAGLIARI. Legambiente conferma il parere positivo, già espresso ufficialmente un mese fa, sul bando regionale che riguarda la vendita degli immobili nelle zone minerarie del Sulcis-Iglesiente. Ieri mattina l'associazione ambientalista ha organizzato un incontro con il presidente della Commissione ambiente della Camera, Ermete Realacci, per ribadire le ragioni del sì e soprattutto assumere un impegno preciso: coinvolgere la Commissione in un sopralluogo sulle aree in questione perché si rendano conto della situazione e si interessino alla riqualificazione e al recupero dei siti minerari. «Mi pare sia un passo molto importante ha sottolineato il presidente Regionale di Legambiente, Vincenzo Tiana anche perché abbiamo chiesto una maggiore presenza dello Stato, anche in riferimento ad eventuali finanziamenti mirati alla tutela e soprattutto alla bonifica dei siti inquinati. Molte risorse statali sono bloccate, e anche se le aree minerarie sono inserite nel Piano nazionale delle bonifiche non sembra che questa possa essere l'unica via percorribile. Per questo vediamo di buon occhio anche il coinvolgimento dei soggetti privati, che potranno svolgere un ruolo importante sia nella riqualificazione che nel rilancio dell'industria turistica». Un via libera, quello accorato da Legambiente, non scevro da precisi paletti: in primis, secondo l'associazione, occorre dare priorità al disinquinamento ambientale, per poi puntare sullo sviluppo turistico sostenibile. In secondo luogo le proposte dei privati dovranno essere inserite nella normativa del nuovo Piano paesaggistico regionale e osservare diverse indicazioni, a cominciare dal rispetto delle tipologie costruttive e dall'uso di materiali dell'architettura tradizionali. Inoltre, non è ammissibile nessun aumento di cubatura, dovranno essere demolite le parti più fatiscenti e non recuperabili, e occorrerà riprogettare i villaggi minerari con tutte le migliori tecniche della bioarchitettura. «Il bando pubblicato dalla Regione si pone come un'ottima occasione per rivitalizzare queste zone ha detto Realacci ma non dimentichiamo che gli insediamenti minerari, localizzati in zone di grande valore paesaggistico e ambientale, presentano purtroppo le profonde ferite lasciate dall'attività estrattiva, a cominciare dall'alta concentrazione di metalli pesanti come piombo, cadmio e zinco, in alcuni casi anche cento volte superiori rispetto agli standard ammissibili. Per bonificare le aree servono risorse che non possono essere solo di natura pubblica, ed è per questo che appoggiamo l'idea di un coinvolgimento dei privati. Fatte queste premesse, mi impegnerò per il coinvolgimento della Commissione Ambiente affinché si studi una soluzione per la tutela di questo territorio e per l'avvio di una seria azione di bonifica».