Marettimo. Ottanta ettari di territorio coperti da pini di Aleppo e da macchia mediterranea, nei prossimi giorni saranno messi all'asta. Venduti. Di proprietà della società Parmatour, affiliata alla Parmalat, finita nel vortice delle note vicende, saranno ceduti attraverso Mediobanca ai miglior offerente. Un «affronto» oltre che una perdita per l'isola che ancora si è preservata dalle grandi speculazioni, rimasta incontaminata anche grazie alla conformazione del suo territorio, impervio all'interno ma non per questo suggestivo e unico. L'operazione, che si annuncia già da un paio di anni, porterebbe alla vendita di una vasta parte del territorio che si trova proprio sopra il paese, a nord del centro fino a pizzo Campana (area che comprende anche le Case Romane che negli anni scorsi sono state acquisite dal Comune). Una vasta zona che fino agli anni '50 era di proprietà della società marsalese Egadi e che poi venne venduta alla Parmatour che acquistò in blocco terreni anche a Favignana (il Club Vacanze in particolare). Per salvare questa porzione di Marettimo in questi giorni si sono mobilitati gli isolani, l'associazione culturale e ricreativa «Marettimo», i consiglieri comunali di Favignana ma anche coloro che sono legati all'isola da anni, come l'attore Marco Paolini, l'economista Marco Vitale, ma anche giornalisti e ambientalisti. «Marettino rischia di trovarsi nelle mire di eventuali speculatori - scrive l'associazione nella petizione appena avviata - Verranno messi all'asta ottanta ettari di terreni che diventeranno il cavallo di Troia per la distruzione dell'isola. L'unica possibilità di salvarla - scrive ancora l'associazione - è data dall'acquisizione dei terreni al Demanio pubblico che già possiede circa ottocento ettari. Questo patrimonio viene egregiamente gestito dalla Forestale che da 15 anni da lavoro a circa 40 giovani isolani che attraverso questa attività hanno imparato ad amare e rispettare la natura selvaggia della loro isola e a sviluppare preziose competenze specifiche». Ecco allora il perché dell'appello lanciato al presidente della Regione Salvatore Cuffaro con la richiesta di ricevere una delegazione di isolani. Il rischio che questi terreni, benché inedificabili, passino ancora una volta in mani private che negli anni li hanno abbandonati, è reale. Dice il consigliere comunale Vito Vaccaro, marettimaro che ama l'isola visceralmente: «Quei terreni sono rimasti sempre stati abbandonati, tre anni fa è stata fatta la bonifica di quelli più vicini al centro abitato, ma nessuno se ne è mai occupato. Devono essere patrimonio dell'isola e fonte di lavoro per i giovani».