Il critico ha fatto stampare un catalogo delle 250 opere trafugate a Crespina CRESPINA. Un catalogo, stampato in duemila copie, per segnalare agli esperti e ai collezionisti d'arte circa 250 opere rubate dalla villa di Carlo Pepi. A fare stampare il volumetto alla BandecchiVivaldi di Pontedera è stato lo stesso critico d'arte, superato l'imbarazzo iniziale, con la speranza di ritrovare almeno in parte i pezzi trafugati che, al di là del valore economico, hanno un'importanza storico-artistica. Il furto - un danno di diversi milioni di euro - è recente. Solo ieri - la riservatezza era stata chiesta dai carabinieri - Pepi ha rivelato che la sua collezione è stata saccheggiata. «Ho pubblicato questo volumetto - spiega Pepi - sperando così di mettere in guardia eventuali acquirenti. Chiunque vedesse qualche opera, che è stata riprodotta nel catalogo, è invitato a contattarmi o a farlo presente alle autorità preposte. Devo anche aggiungere che i pezzi rubati sono stati segnalati ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico di Firenze e anche ai carabinieri di Cenaia che sono intervenuti subito dopo il furto. Ho sperato - continua Pepi - che i ladri commettessero un passo falso, così non è stato. Allora ho pensato di rendere pubblica la notizia del furto e di divulgare le immagini delle opere che sono state portate via da casa mia». Pepi spiega che i ladri sono entrati nella sua casa recentemente. In quel momento il critico d'arte e la madre di 95 anni stavano dormendo. L'allarme era stato disattivato in quanto da giorni aveva avuto una serie di problemi e nelle notti precedenti aveva suonato più volte. «Solo dopo ho capito - racconta Pepi - che l'allarme era stato manomesso. Ora comunque ho potenziato i sistemi di protezione e staremo più attenti». I ladri si sono concentrati su opere dell'Ottocento toscano che si trovavano a piano terra e che erano state portate lì dalla mostra sulle opere multiple di Fattori, che si è svolta a Cecina, e da un'altra a Firenze. Inoltre sono state rubate, come racconta Pepi, due opere del Seicento e molte opere figurative del filone livornese del Novecento. Quadri di Viviani con una serie di disegni preparatori. «L'attenzione dei ladri - spiega ancora il critico - si è concentrata su un gruppo di opere astratte del pittore napoletano-livornese Renato Lacquaniti, oltre ad opere astratte che erano contenute in cartelle insieme ad altri nomi illustri». Secondo Pepi, potrebbe trattarsi di un furto su commissione. In ogni caso i ladri sapevano dove andare a cercare. «Non soffermatevi troppo sul valore venale - continua - Si tratta di materiale molto importante dal punto di vista documentario. Opere che possiedo soltanto io che ho messo insieme la produzione di molti autori dalla metà dell'Ottocento fino ai giorni nostri». Sono stati trafugati anche tre disegni di Fattori e otto cartoline litografiche eseguite dallo stesso Fattori. Come si può vedere sfogliando il catalogo delle opere rubate (materiale esposto in Italia e all'estero e pubblicato in molti cataloghi), mancano all'appello anche numerose litografie di grandi artisti del Novecento e opere di Viviani che Pepi non aveva ancora fotografato e che quindi sarà ancora più difficile ritrovare.
Crespina (PI). Saccheggiata la collezione di Carlo Pepi
Il critico d'arte ha stampato un catalogo delle 250 opere trafugate dalla villa di Carlo Pepi a Crespina. Il catalogo, stampato in duemila copie, è stato realizzato con la speranza di ritrovare almeno in parte i pezzi rubati. I ladri hanno rubato opere dell'Ottocento toscano, del Seicento e del Novecento, tra cui opere di Fattori, Viviani e Renato Lacquaniti. Il critico ha rivelato che i ladri hanno manomesso l'allarme della casa e sono entrati di notte. I pezzi rubati sono stati segnalati ai carabinieri e il critico ha invitato chiunque abbia visto le opere a contattarlo o a farlo presente alle autorità.
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