OSSERVATORIO PMI In termini generali, l'impresa è stata solitamente intesa come una grande piattaforma produttiva, come un posto di interscambio, come il luogo del patto sociale tra le comunità degli imprenditori e quelle dei lavoratori e degli altri stakeholders. E la cultura, da sempre, viene intesa come un elemento per ingentilire la componente hardware dell'impresa. Ma tutto ciò ormai appartiene al passato. La società del futuro prossimo sarà un'azienda della cultura, dei cosiddetti «intangibles». In buona sostanza, la cultura viene intesa non solo come valore che si aggiunge a quello dell'impresa, ma come sua matrice costitutiva e la società è in grado non soltanto di alimentare la cultura che possiede, ma anche di generare nuova cultura, ossia quella della partecipazione e dello stare sul territorio. Uno degli strumenti per realizzare questo ambizioso progetto è la strutturazione della presenza della cultura, che non è soltanto conservazione del patrimonio, miglioramento dei servizi e incremento della fruizione, ma è tutto questo insieme. La cultura diventa l'armatura che protegge l'impresa da alcune facili formule dello sviluppo, inteso perlopiù sul versante industriale o sul terziario, che poi diventa solo luogo dell'amministrazione. Si entra così nella società dell'informazione, nella cosiddetta e-age, vale a dire l'era dell'interscambio, in cui la cultura diventa intersoggettiva. E oggi si parla di nuovo di «rinascimento», proprio grazie a questa capacità del sistema industriale di generare cultura con un grande progetto di riconfigurazione delle imprese, delle aree, degli ambienti e dell'economia. Il distretto industriale, che in alcuni casi è stato il luogo massimo dell'innovazione e della comunicazione, oggi deve trovare nella sperimentazione della cultura un ulteriore slancio per il suo sviluppo. Il concetto di distretto industriale viene, pertanto, a essere esteso con la definizione di distretto culturale. Non soltanto un modello organizzativo delle istituzioni presenti, ma un grande progetto di ristrutturazione anche spaziale del distretto industriale. Un distretto industriale che voglia costruire il suo futuro configurandosi anche come tale, dovrà conformare gli spazi, individuare luoghi perché il polo si realizzi, individuare i migliori sistemi di accessibilità, i sistemi di ospitalità. In sostanza, la capacità di accoglienza non potrà essere secondaria. Il distretto culturale, pertanto, è un grande progetto di riqualificazione e di rigenerazione urbana. L'ipotesi è quella di pensare ai distretti culturali come a sistemi locali omogenei, caratterizzati da un'elevata concentrazione di beni culturali, di imprese culturali e di servizio (per esempio, le aziende turistiche). Un modello di sviluppo incentrato sulla valorizzazione dei beni culturali postula necessariamente un'economia di distretto. Non un'economia monoprodotto, ridotta semplicemente al settore dei beni culturali, ma un processo produttivo completo in cui la produzione di beni e servizi vada di pari passo con la produzione dei fattori umani che, in maniera consapevole o inconsapevole, partecipano al funzionamento del sistema locale. Un distretto per la valorizzazione dei beni culturali non nasce spontaneamente dalla storia e dal tipo di ambiente, che sono certamente risorse di cui quel determinato territorio a sua volta dispone, ma che le società locali, con il loro sistema istituzionale, non sono riuscite a far divenire episodi economici rilevanti per un insieme estremamente diversificato di circostanze. Il polo culturale non potendo contare su de gli automatismi alle spalle nasce da un disegno progettuale che è anche, se non soprattutto, volontà politica. Proprio perché manca di un dispositivo naturale di avviamento, il distretto cultura le deve assumere forma istitu zionale, dando un corrispettive organizzativo al modello di sviluppo che intende promuovere ed attuare. Un progetto di valorizzazione dei beni culturali in una vasta area deve prendere in considerazione nuovi specifici strumenti finanziari: dai Bot o Boc per l'arte, ai mutui agevolati, con contributi in conto capitale o in conto interessi da parte dello Stato o delle Regioni, dal leasing ai fondi immobiliari. Questi strumenti (da individuare area per area attraverso project financing ad hoc) vanno combinati con incentivi fiscali, che, rendendo più conveniente l'intervento privato nel settore, possano fornire le risorse finanziarie necessaria a supplire alla progressiva ra refazione delle disponibilità d fondi pubblici. Il dibattito e le sperimentazioni in corso possono portare a risultati significativi. Un distretto culturale complesso, integrato e articolato in istituzioni differenziate e servizi d'eccellenza, dotato di una sua riconoscibilità ambientale, rappresenta senza alcuna ombra di dubbio un richiamo potente e attrattivo.
La Rigenerazione Urbana Parte dalla Cultura
L'impresa del futuro sarà un'azienda della cultura, dei cosiddetti intangibili. La cultura viene intesa come valore costitutivo e matrice dell'impresa, e la società è in grado di alimentare e generare nuova cultura. Uno degli strumenti per realizzare questo progetto è la strutturazione della presenza della cultura, che non è solo conservazione del patrimonio, ma è tutto questo insieme. La cultura diventa l'armatura che protegge l'impresa da alcune facili formule dello sviluppo. Il distretto industriale viene esteso con la definizione di distretto culturale, che è un grande progetto di ristrutturazione spaziale del distretto industriale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo