TRANI - Dopo il danneggiamento di leoni della Cattedrale di Trani ieri un'altra scoperta, sempre a Trani. Anche questa volta un'altra mano «imbecille» ha lasciato il segno su un altro storico leone stiloforo in pietra, vale a dire la cinquecentesca scultura che adorna l'ingresso della chiesa di Sant'Agostino. Un pennarello indelebile di colore nero sugli occhi e sul naso del felino, mentre la zampa destra posteriore risultava già precedentemente danneggiata da corpi contundenti. A segnalare questo nuovo misfatto è stata la confraternita di San Giacomo, che da anni si preoccupa della tutela dell'intera chiesa, capolavoro dell'arte barocca. Oltre il leone sfregiato dal pennarello, anche i danni al portone in legno della chiesa, trasformata in porta di quotidiane partite di calcio. «Per non parlare del marciapiede antistante l'ex convento - denuncia il priore Barione Ventura - adibito sia a deposito di cassonetti Amiu, che emanano disgustose esalazioni, sia ad orinatoio per animali». Quest'ultimo episodio ha accresciuto lo sdegno ed insieme aumentato il livello d'allarme per la tutela del patrimonio artistico cittadino. Intanto ieri, c'è stata la visita alla cattadrale del direttore regionale del ministero dei beni culturali Ruggero Martines. Con lui c'erano anche alcuni specialisti che hanno compiuto per i leoni mutilati un esame simile a quello che un medico legale farebbe nel corso di un'autopsia. Ancora ieri sulla pavimentazione antistante l'ingresso della basilica si vedevano i frammenti molto piccoli e numerosi del leone di sinistra, quello più seriamente colpito la notte fra lunedì e martedì scorsi. Il sopralluogo è servito ad accertare che il distacco della testa e di una parte del tronco è avvenuto in seguito a reiterate percussioni con grosso corpo contundente. In una busta di cellophane sono stati raccolti tutti i frammenti che ancora mancavano per ricomporre le parti staccate. Una operazione preliminare alla fase di restauro. Già nei prossimi giorni è atteso a Trani un restauratore incaricato. Si tratterebbe non soltanto di un «riparatore», ma di professionista capace di «ridare vita» all'opera danneggiata. Per fare questo, però, avrà bisogno di un'area di lavoro recintata e protetta dal sole e dal passaggio della gente. Questa ulteriore recinzione si va ad aggiungere al cantiere all'interno della cattedrale per il quale ero stata disposta inizialmente la chiusura totale e che a a seguito delle proteste era stata invece consentita l'apertura del portone di ingresso per consetire ai visitatori di spiare all'interno. Martines giudica possibile il completamento del restauro entro ottobre, quindi in perfetta coincidenza con la conclusione dei lavori illuminotecnici interni. E questo perché «il danno è grave, ma riparabile - ha specificato l'esperto del Ministero accompagnato dallo staff della Soprintendenza dei beni culturali di Bari - quantunque esecrabile moralmente». Il sindaco Pinuccio Tarantini, pur continuando ad avvertire per quello che è accaduto un senso di morte nel cuore, ha tirato almeno un sospiro di sollievo sul destino delle opere mutilate: «II fatto che il danno sia riparabile mi rincuora. L'amministrazione comunale è pronta a sostenere i tecnici che opereranno alla cattedrale». Nel frattempo anche il governatore regionale Nichi Vendola ha commentato l'inaudito attentato artistico di Trani, giudicandolo «non solo un fatto di cronaca nera, ma il risultato di una inconsapevolezza collettiva del valore delle opere d'arte e della bellezza». Per Vendola, l'episodio va inquadrato nella «attitudine collettiva a trascurare il valore delle opere d'arte, risultato di anni di mancati investimenti nella cultura, che poi si traduce in atti di sfregio alla bellezza come quello di Trani».