Il Museo di San Marco come il Bargello. Anche nel luogo d'arte ospitato all'interno del convento quattrocentesco sono entrati in azione i ladri. E' accaduto quasi un mese fa - il 23 giugno - ma se ne è avuta notizia solo ieri. Stavolta il ladro - o i ladri - si sono accontentati (si fa per dire) di una lastrina del XIV secolo. Si tratta di una formella in marmo con l'arme della famiglia Cennamelli, l'iscrizione «Sepulcrum de Cennamellis de Campi» e inventariata con il numero 687. Proveniente da una lastra tombale del sepolcro di San Pancrazio, il reperto medievale di circa dieci centimetri per venti, si trovava «staffato» al muro sud del Chiostrino dei Silvestrini, insieme a tanti altri. Una collocazione ritenuta sicura proprio per la sua natura di (presunta) inamovibilità: anche volendo, per rimuovere un oggetto del genere ci vuole forza, destrezza e impegno. Purtroppo le cose sono andate diversamente e solo la mattina del 24 giugno ne è stata denunciata la sparizione. Non si tratta di un pezzo di grandissimo valore commerciale - la sua stima si aggira sui 3mila5mila euro - semmai il dato importante è che ancora una volta un museo fiorentino è stato violato, i sistemi di sicurezza beffati e il patrimonio artistico «alleggerito» di un altro frammento storico. Le indagini sono affidate al Nucleo tutela patrimonio artistico dei carabinieri, ma fino a questo momento non hanno portato a risultati apprezzabili. Più che di un furto architettato in maniera precisa, sembra l'azione sconsiderata di un turista a caccia di originali «souvenir». Certo che l'area decentrata in cui si trova il chiostrino dove era collocato il reperto rubato, la mancanza di sorveglianza (né telecamere istallate, né custodi presenti) e la facilità con cui è stata estratta la lastrina dalle staffe murate, devono aver semplificato non poco l'azione criminosa. Tornano così a mente le parole pronunciate due giorni fa dal soprintendente per il Polo museale fiorentino, Antonio Paolucci, a proposito della necessità di prendere velocemente dei provvedimenti per riportare la sicurezza dei musei a un livello più alto: «Metteremo i metal detector all'ingresso del Bargello e del Museo di San Marco». Guarda caso si tratta dei due musei che, nel giro di tre settimane, sono stati nel mirino dei ladri. Fino a ieri il furto di San Marco era noto solo al vertice della Soprintendenza fiorentina, agli investigatori e alla direttrice del museo, Magnolia Scudieri. «E' la prima volta che accade un fatto del genere in San Marco - ha detto - e credo sia necessario adottare tutti i provvedimenti utili per aumentare le misure di sicurezza. Tuttavia questo significa aumentare il personale. E quel chiostrino, dove è accaduto il furto, non era sorvegliato proprio per questo motivo, così come anche il metal detector non ci avrebbe messo al riparo dal fatto. Avremmo potuto ovviare con i sistemi d'allarme, ma con le risorse che abbiamo si va per gradi. Ogni anno aumentiamo la dotazione dei nostri sistemi di sicurezza - ha proseguito Scudieri - come ad esempio quelli antincendio. Non si può fare tutto insieme, l'edificio è grosso. Allora ci si fidava. Si pensava che quei reperti praticamente murati e staffati, fossero al sicuro. Invece non era così, la staffatura non è adeguata. Occorrono sistemi più avanzati di protezione. Solo che questo avrà dei costi per tutti. Anche per il pubblico che viene a visitare i nostri musei. I turisti - ha aggiunto la direttrice del Museo di San Marco - avranno sempre qualcosa in meno da vedere. Ci saranno sempre più barriere. Io credo che da questo punto di vista la tristezza che se ne ricava, sia grande. Chi compie gesti del genere testimonia un disinteresse per il bene pubblico che impensierisce ancor di più». Non a caso, fino a nuovo ordine il chiostrino è chiuso ai visitatori: verrà riaperto solo quando saranno montate delle telecamere a circuito chiuso. Due giorni fa il soprintendente Paolucci, parlando della necessità di proteggere di più San Marco perché più esposto ad attacchi di fondamentalisti, non aveva delineato dei pericoli immaginari. «Il convento di San Marco, con la chiesa, il chiostro, la biblioteca, il Museo, è un simbolo di alta religiosità - ha detto Magnolia Scudieri - un luogo spirituale come pochi altri. Certo che potrebbe entrare a far parte dei miraggi del fondamentalismo. Proprio per questo - ha proseguito - credo sia meglio non fomentare questo problema, anche se è nostro dovere preservare questi luoghi. Anche perché, in mancanza di fondamentalisti, comunque i vandali, i ladri e i pazzi non mancano. Insomma la protezione ci vuole, anche perché l'alternativa sarebbe mettere tutto sotto vetro. E a volte, come si vede, non basta».
Firenze, nuovo furto in un museo
Il Museo di San Marco è stato vittima di un furto. Il ladro ha rubato una lastrina del XIV secolo proveniente da una lastrina tombale del sepolcro di San Pancrazio. La lastrina, con l'arme della famiglia Cennamelli, è stata rubata il 23 giugno, ma è stata denunciata solo ieri. Il reperto medievale di circa dieci centimetri per venti è stato staffato al muro sud del Chiostrino dei Silvestrini, insieme a tanti altri. La lastrina è stata rubata durante la notte, quando il museo era chiuso. Le indagini sono affidate al Nucleo tutela patrimonio artistico dei carabinieri, ma fino a questo momento non hanno portato a risultati apprezzabili.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo