Predisposizione di collegamenti tra i sistemi di allarme dei musei e le centrali operative delle varie forze dell'ordine una serie d'incontri del personale addetto alla sorveglianza dei musei con gli investigarori più esperti degli uomini in divisa sugli accorgimenti e comportamenti da tenere durante i compiti di custodia e vigilanza e infine verifiche sullo stato dei sistemi di allarme e di sicurezza disponibili per individuare le esigenze più urgenti con lo scopo di rimediare in tempi di record. Sono queste sostanzialmente, le decisioni che sono state prese nella giornata di giovedì scorso durante il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Andrea De Martino. All'ordine del giomo, appunto, i problemi dei furti che in questi mesi si sono verificati all'interno dei musei, come è accaduto al Bargello ma anche a Palazzo Vecchio, dove è sparito un quadro di Tirinnanzi. Al vertice in Prefettura alla quale hanno partecipato il questore Vincenzo Indolfi, Il colonnello Edoardo Valente, comandante provinciale della GdF, il tenente colonnello Pierfranco Fraccalvieri dell'Arma dei carabinieri, assessori del Comune e della Provincia, rappresentanti delle soprintendenze e dei musei statali, comunali e privati della città. Durante la riunione, si legge in una nota diramata dalla Prefettura, «si è proceduto ad una ampia disamina delle misure di vigilanza e di difesa passiva per la tutela dei musei fiorentini, a seguito dei cosiddetti "furti d'arte" perpetrati nei mesi di giugno e luglio. Già da alcuni anni nei musei principali e nei luoghi d'arte più significativi di Firenze, sono attive valide misure di protezione e di controllo all'interno, così come all'esterno dei siti museali. Tuttavia, ne è stata ritenuta necessaria la ricognizione con il preciso scopo di verificarne il possibile potenziamento». E' in tal senso che si è deciso di mettere, ad esempio, dei metal detector a difesa dei sistemi. Secondo quanto emerso, la Prefettura ha valutato «un sufficiente ed articolato novero di strumenti tecnologici sistemi di videosorveglianza e metal detector - a disposizione delle singole strutture». Tuttavia «è stato convenuto dì innalzare ulteriormente i livelli di sicurezza».
Il prefetto: sistemi di allarme potenziati e più formazione
Il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Andrea De Martino, ha discusso delle misure di vigilanza e difesa per i musei fiorentini. I problemi dei furti di arte sono stati evidenziati, come ad esempio il furto di un quadro al Palazzo Vecchio. Si è deciso di mettere in atto misure di protezione e controllo, come l'installazione di metal detector e sistemi di videosorveglianza. La Prefettura ha valutato un sufficiente novero di strumenti tecnologici, ma è stata convenuta l'innalzamento ulteriormente dei livelli di sicurezza. La riunione ha coinvolto rappresentanti delle soprintendenze e dei musei statali, comunali e privati della città.
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