Cenacolo aperto fino alle 24. Tutti concordi. Il soprintendente Alberto Artioli, è al lavoro per farcela già a settembre. Ci sono i soliti problemi: costi e personale. E c'è anche il grande limite dell'opera: il Cenacolo è delicatissimo. Le polveri, e in modo particolare, quelle che trasportano particelle inquinanti, sono veri e propri killer. Gli ingressi sono stati contingentati sin dall'inizio e su questo non si discute. Mai più di 25 persone ogni quarto d'ora. L'aria all'interno del refettorio deve essere purissima, clima e umidità costanti.L'attuale meccanismo, con il percorso che conduce davanti al Cenacolo e le costosissime macchine che filtrano l'aria lo consentono. Ma il ricambio deve essere garantito perché ogni persona, nonostante le misure adottate, immette comunque particelle pericolose. L'opera è fragile e, in mancanza di soluzioni tecnologiche alternative, bisogna tutelarla. Artioli conferma: «mai orario prolungato 365 giorni all'anno. E i giapponesi che protestano? Su 328.379 visitatori nel 2005, la metà sono arrivati dal Giappone. Ma Dan Brown ha mosso migliaia di americani. E al momento l'attesa media è di 3 mesi. «Sia chiaro precisa Artioli il Cenacolo non è il Louvre».