PUR guardando con favore alle liberalizzazioni, non si può non esprimere la seria preoccupazione per l'impatto che alcune norme minacciano di avere sui centri storici italiani. Roma, Bologna, Padova, ma pure i centri minori come Urbino, col proliferare di licenze commerciali si sono imbruttiti. Locali sempre più scadenti, a volte effimeri, scacciano laboratori e attività artigiane non in grado di pagare quegli alti affitti; provocano schiamazzi notturni insopportabili, mortificano e allontanano lo stesso turismo di qualità. Secondo l'associazione Cives, nel piccolo rione romano di Sant'Eustachio sono stati aperti negli ultimi dieci anni ben 60 nuovi locali di mescita, dei quali 40 con occupazione di suolo pubblico e con orari notturni molto protratti. Coi decreti in discussione vengono abolite le commissioni consultive per l'apertura di nuovi negozi ed esercizi pubblici. Senza più alcun controllo, anche di tipo estetico. Forni e fornai, ai quali sarà consentita la vendita al pubblico, diventeranno una sorta di pizza-continua.