MATERA Una barca a vela che scorre su una linea di orizzonte verso la libertà. Un desiderio che l'autore ha voluto lasciare ai posteri disegnandolo su una nuda e triste parete. Un libro aperto dentro le quattro mura del piano più basso del castello Tramontano. Graffiti che raccontano le inquietudini di coloro che, nell'800, persero la libertà e furono rinchiusi dentro l'antico manufatto trasformato temporaneamente in carcere. Sono le uniche tracce di vita lasciate dentro questa struttura che avrebbe dovuto fungere da difesa della città se prima, il conte Tramontano, non fosse stato ucciso da un gruppo di materani in quella via che ancora oggi porta il nome di "Riscatto". Ora la storia si capovolge e quello che per secoli è stato un simbolo negativo del potere per quella che oggi si chiamerebbe "pressione fiscale", si prepara a diventare un simbolo della politica che funziona e che intende recuperare i segni della memoria, a prescindere da quello che rappresenta. I lavori per portare l'edificio fortificato a nuova vita sono cominciati da qualche tempo. E così, fra qualche mese potremo passeggiare all'interno delle sale rinnovate del Castello immaginando i tempi che furono. «Anche se non tutta la struttura è facilmente utilizzabile a causa, ad esempio, di scalinate troppo strette», dice Mario Maragno, della Soprintendenza per i Beni architettonici e del paesaggio. E' lui che sta guidando il progetto di recupero. E chi si aspetta da questo intervento sorprese dal punto di vista storico rischia di restare deluso. «Sul Castello, ormai - dice Maragno - sappiamo tutto. La struttura risale al '500 e non è mai stata completata per le ragioni che tutti i materani conoscono. Confrontando fra loro alcuni disegni della cultura militare dell'epoca abbiamo osservato come quasi certamente questa struttura avrebbe dovuto somigliare a residenze militari e politiche di più ampia portata». Ma come sarà il castello Tramontano alla fine dei lavori di consolidamento e recupero? Una novità sarà determinata dalla realizzazione del fossato che abbraccerà a semicerchio le torri del castello. In un primo momento si era anche pensato di circondare il maniero e di istallare un ponte levatoio. Con un torto alla storia e un favore a Disneyland. Nulla da fare. «Il fossato sarà reso possibile - spiega Maragno - grazie a lavori di consolidamento che in una precedente fase hanno interessato la torre laterale destra. Si sa, infatti, che su quella fascia che arriva all'Istituto Sant'Anna, c'è un movimento franoso che è stato fermato, due anni fa, con la realizzazione di una paratia. Cinque, sei mesi fa abbiamo effettuato un'iniezione di miscela cementizia per ricompattare il terreno consentendoci di realizzare, appunto, il fossato con una pista di accesso». Un lavoro complesso che, subito dopo, si è trasferito all'interno del castello e sulle facciate esterne. In particolare, l'intervento ha dovuto interessare i cosiddetti "Beccatelli" superiori che reggono la parte terminale delle torri, i "denti". Anche in questo caso, non potendo effettuare la tecnica cosiddetta del "cuci e scuci" verrà utilizzato materiale ad alta innovazione tecnologica come fibre in carbonio o di vetro. Tutti i lavori sono stati finanziati grazie all'accordo di programma quadro fra il ministero dei Beni culturali e la Regione e grazie ai fondi del gioco del lotto per un importo totale di un milione e cinquecento mila euro. In questi giorni si stanno sondando alcune cisterne alla base del castello. In particolare, è stato rilevato un foro che è stato chiuso successivamente. Forse un elemento di collegamento con il fossato. Dopodichè quasi tutti i misteri intorno a questo manufatto saranno risolti. Quasi, perché ne resterà ancora uno, forse per molto tempo ancora: quale sarà la sua destinazione d'uso? Forse conviene già pensarci.
ll castello Tramontano rivivrà
Il Castello Tramontano, situato a Matera, è stato oggetto di lavori di recupero e consolidamento. Il progetto, guidato dalla Soprintendenza per i Beni architettonici e del paesaggio, mira a trasformare l'edificio fortificato in un luogo di visita e di cultura. I lavori hanno coinvolto la realizzazione di un fossato che abbraccerà a semicerchio le torri del castello, e la riparazione di muri e scale. Il progetto è stato finanziato con fondi del ministero dei Beni culturali e della Regione, e con fondi del gioco del lotto. I lavori sono stati condotti con tecnologie innovative, come fibre in carbonio o di vetro.
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