FIRENZE Una «camicia di forza» d'acciaio per salvare Palazzo Vecchio. Nell'edificio simbolo del rinascimento si è aperta una crepa sotto i merli: una fessura larga un centimetro e mezzo e profonda dieci, che denuncia un movimento strutturale delle mura trecentesche. Una fessura a 34 metri da terra, proprio sopra l'affresco che, nel cortile di Michelozzo oggi riservato all'ingresso dei turisti, ri-trael'antica Vienna. Quasi in asse perfetto con la linea del campanile del duomo dì santo Stefano. E dopo un anno e mezzo di osservazioni e studi si corre ai ripari. Si comincia questo lunedì montando l'ascensore per il trasporto del materiale. Si continuerà nei 9 mesi successivi «legando» il quadrilatero costruito all'inizio del Trecento con fili d'acciaio: due fili da 16 millimetri con relativi tiranti nel perimetro esterno, che resteranno visibili nei camminamenti coperti sotto i merli, due fili in quello interno. Una imbracatura che impedirà ogni movimento alle mura. E che, si spera, fermerà la crepa, frutto di una tardiva vendetta dello «Scheraggio», l'antico torrente sulle cui sponde Arnolfo di Cambio nel 1294 iniziò la costruzione della parte di Palazzo Vecchio che si affaccia su Piazza Signoria. «Mentre la parte cinquecentesca e vasariana poggia su resti romani, la parte trecentesca è stata costruita su terra da riporto e sul lato est del palazzo, dove un tempo scorreva lo Scheraggio riscontriamo tutti questi problemi di tenuta strutturale», spiega l'architetto Claudio Mastrodicasa, responsabile della manutenzione del palazzo. Trent'anni fa già intervenne sull'angolo che confina proprio con piazza Signorìa. Adesso è la volta dell'angolo vicino al corridoio vasariano che collega Palazzo Vecchio con la galleria degli Uffizi. «Senza i lavori di consolidamento i movimenti strutturali finirebbero per mettere a rischio gli intonaci e anche gli affreschi del cortile di Michelozzo sottostante», spiega il responsabile della manutenzione. L'intervento costerà in tutto 377mila euro. Una cifra che comprende anche il restauro dei camminamenti, affaccio privilegiato sulla città, che verranno riaperti nella prossima primavera. Un sistema di sensori terrà quindi sotto controllo 24 ore su 24 i più minimi spostamenti delle mura trecentesche del palazzo del rinascimento fiorentino.