«Circola voce che il Presidente del Consiglio abbia ordinato il trasferimento a Bruxelles, per adornare gli uffici della Presidenza dell'Unione Europea durante il semestre italiano che inizia il primo luglio, di un gran numero di opere di arte italiana. Nel brutto palazzo dove ha sede la Presidenza, per godimento degli uscieri, degli impiegati e dei frequentatori degli uffici, confluiranno importanti opere d'arte antica e di archeologia provenienti dai musei nazionali di Roma e di Firenze, a testimonianza della nostra eredità storica e dell'uso che ne sappiamo fare. Fino al 30 giugno negli uffici della Presidenza ci sono i Greci, dopo tocca a noi. Le opere d'arte in trasferta politica o sono già partite o stanno per partire, ma non potranno essere collocate nei luoghi se non quando ne prenderemo possesso. Nelle more, probabilmente, verranno stipate nei magazzini dell'Ambasciata d'Italia dove siede l'ambasciatore Gaetano Cortese. Sarebbe bello conoscere in anticipo la lista delle opere (si parla addirittura della «Danae» di Correggio) che appartengono al patrimonio pubblico e sono protette dalla legge, e anche chi le ha selezionate, e le modalità formali del cambiamento di indirizzo e di destinazione. A chi chiedere? Al ministro Urbani? Ai suoi segretari e consulenti? Ai Direttori generali? Ai Soprintendenti di Roma e di Firenze? Ai segretari e consiglieri del Presidente del Consiglio? Ma no, teniamoci il piacere della sorpresa».