Le opere soffrono: da agosto partono i lavori per 480mila euro Ora che i progetti esecutivi per l'allestimento e per il nuovo impianto di climatizzazione sono pronti la soprintendente di Modena e Reggio Maria Grazia Bernardini può essere più precisa nel descrivere i lavori da farsi alla Galleria Estense anticipati dalla Gazzetta alcuni giorni fa. La piccola rivoluzione che dal 28 agosto al 25 novembre, con il museo dell'ultimo piano del Palazzo dei Musei chiuso e non accadeva dal 1975 quando l'architetto bolognese Leone Pancaldi firmò un profondo allestimento che in larga parte a6ncora si mantiene, vedrà impegnati operai e tecnici del ministero non è poi così piccola se si considera la cifra raggranellata. Sono 480mila euro per il nuovo cli-matizzatore («Era impossibile aspettare ancora - spiega la Bernardini - perché le opere su tavola soffrivano troppo») a cui se ne aggiungono altri 150mila per l'allestimento e lo spostamento di alcuni (importanti) opere. «Sono molto contenta della cifra - dice la funzionaria reggente che nel frattempo sta sostenendo un concorso per divenire soprintendente giunta per i due terzi dalla Fondazione Cassa di Risparmio e per un terzo dal mio ministero. A ciò siamo riusciti ad aggiungere 150mila euro che mi saranno utili per rifare in parte l'allestimento che così proprio non va». La funzionaria fa capire che intervenire su quest'ultimo è stato un colpo di fortuna dettato «dall'improvvisa messa a disposizione della cifra per l'impianto di controllo di temperatura e umidità posizionato nel sottotetto». Ricorda la studiosa di barocco romano ed emiliano: «Fin dal momento della mia nomina non mi piacevano alcune cose, ad esempio l'ango10 virato in blu dedicato a Francesco I e realizzato dal mio predecessore Trevisani, la saletta con vetrine per bronzi che spezza in due l'allestimento Pancaldi o quel colore azzurrino dei saloni grandi voluto dall'ex soprintendente Bentini credo nel 1998 e neppure alcune sale sono si mischiano monete, un paliotto marmoreo e dipinti di scuola veneta; anche le didascalie delle opere, nonostante in parte siano state create di recente, saranno tutte rifatte». Quando si dice avere le idee chiare. I visitatori dunque non vedranno più la parte riservata al duca Francesco I - ritratto di Velazquez, scultura di Bernini, due bor-racce spagnole del XVII secolo e una sculturina in legno di anonimo del Settecento -perché lo straordinario vaporoso busto marmoreo va a posizionarsi nell'atrio, dove ora ci sono sculture del modenese Begarelli e dove forse lo raggiungerà Velazquez, mentre la biglietteria verrà spostata al piano terra del palazzo. Ci sarebbe anche l'intenzione di rendere meno freddo l'allestimento Pancaldi - inaugurato all'epoca del primo ministro dei beni culturali Giovanni Spadolini - in attesa «tra 4-5 anni e coinvolgendo la Direzione regionale, il ministro Entelli e le personalità modenesi, di dare il via alla Grande Galleria sulla falsariga dei Grandi Uffizi». Che poi significa grandi spazi e, forse, 11 trasloco nel dirimpetto Palazzo Sant'Agostino. Dalla riapertura di fine novembre a Pasqua saranno realizzate 4 minimostre-dossier di quadri noti di Correggio, Tiziano, Michelangelo e Raffaello presentati da esperti d'arte come Luciano Spinosa o i restauratori della cappella Sistina. La Bernardini sta preparando una «guida breve ai capolavori» in italiano e inglese.