RSU E SOPRINTENDENZA SI ACCUSANO A VICENDA. I VISITATORI: «MA COSÌ NON SI ACCORGONO CHE RISCHIANO DI ALLONTANARCI» Assemblea: in centinaia restano fuori. Di Lello scrive a Bidelli: troppi danni Roberta Ambrosio Pompei. Centinaia di turisti sotto il sole ad attendere l'apertura degli scavi. È stato questo lo scenario ripetutosi l'altra mattina davanti agli ingressi della Pompei Antica, i cui accessi sono stati aperti, come nella mattinata di mercoledì, con due ore di ritardo per un'assemblea indetta dai sindacati, Cgil e alcune sigle autonome, del personale impiegato presso la locale soprintendenza. L'iniziativa da parte dei lavoratori, è stata attuata in aperta polemica con la dirigenza del sito archeologico, per denunciare la carenza del personale di custodia, e soprattutto la sua stessa gestione da parte dell'ufficio dipendente dal ministero dei beni culturali. L'assemblea indetta dai sindacati ha procurato non pochi disagi all'utenza, in particolare per il caldo e l'afa, già avvertibili al primo mattino. Non erano pochi i visitatori che ignoravano l'assemblea dei lavoratori, e hanno preferito utilizzare le prime ore della giornata, di solito più fresche, per visitare la Pompei Antica. Invece per i turisti l'attesa si è trasformata in un vero e proprio inferno. Alcuni di loro cercavano un po' di frescura bagnandosi con l'acqua minerale acquistata nei chioschi presenti nella zona. Tutto ciò ha provocato le proteste dei visitatori, soprattutto perché un simile scenario rappresenta quasi una caratteristica di Pompei. Ciò è stato ribadito in particolare da un gruppo di giovani turisti di nazionalità inglese: «E la quinta volta che veniamo in visita a Pompei durante l'estate e in ben quattro occasioni siamo costretti ad attendere sotto il sole prima di poter entrare negli Scavi. Ma soprintendenza e lavoratori non si accorgono che in questo modo rischiano di allontanare i visitatori?». Poi intorno alle 10,40 gli ingressi dell'area archeologica sono stati aperti, ed è iniziato il deflusso nella Pompei Antica. I rappresentanti sindacali si sono scusati per i disagi arrecati all'utenza, accusando la soprintendenza archeologica che a loro dire da mesi, evita di affrontare le questioni poste dalla categoria. Una simile visione viene però smentita dai vertici dell'ufficio di via Villa dei Misteri, coordinato da Pietro Giovanni Guzzo (soprintendente) e da Luigi Crimaco (direttore generale). I responsabili della soprintendenza infatti hanno evidenziato in più occasioni l'atteggiamento di parte dei sindacati teso ad ostacolare qualsiasi tentativo di soluzione alle diverse vertenze, a to-tale danno dell'afflusso che ogni giorno raggiunge la città di Pompei. L'iniziativa dell'altra mattina promossa dai sindacati del personale della soprintendenza non sarà l'ultima. Infatti si preannunciano in futuro anche altre assemblee del personale, con conseguente ritardo nell'apertura dei siti archeologici e disagi per gli utenti. E non mancano le reazioni. «L'inqualificabile episodio accaduto agli scavi di Pompei, con centinaia di turisti lasciati in attesa sotto il sole a causa di una improvvisa agitazione del personale degli scavi, ci dimostra ancora una volta che occorre intervenire duramente per togliere a questi gruppuscoli il loro enorme potere di ricatto nei confronti dello Stato, dei cittadini e della nostra economia» . È il commento di Antonio Pace, presidente dell'associazione provinciale Pubblici esercizi di Napoli. «Questi episodi - sottolinea Pace - sono catastrofici per l'immagine turistica della Campania e vanificano milioni di euro investiti in promozione. Proprio mentre si parla di liberalizzazioni per attaccare le vere o presunte rendite di certe categorie, bisognerebbe piuttosto eliminare il potere di ricatto di certe sacche di lavoratori che, per difendere i propri privilegi, possono permettersi - conclude - di tenere in ostaggio i nostri monumenti e danneggiare impunemente l'intera economia del turismo». L'assessore al Turismo ed ai Beni Culturali della Regione Campania, Marco Di Lello, a proposito della vicenda dell'agitazione del personale degli Scavi di Pompei ha scritto una lettera al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rntelli «E una situazione che non può continuare ad essere lasciata a se stessa e che deve essere affrontata con la massima determinazione sin dai prossimi giorni. Pertanto, le chiedo imme-diati interventi per porre tine ad una que-relle tra Ministero e organizzazioni sindacali che dura ormai da diversi anni e che ha, purtroppo, i suoi effetti negativi sull'economia turistica della nostra regione e sugli operatori locali, che stanno subendo ingiustificatamente le conseguenze di tali disagi. Certo di un suo immediato interessamento, offrendo, come sempre, la nostra disponibilità per quanto necessario».
POMPEI.Scavi chiusi, odissea per i turisti
I sindacati Cgil e alcune sigle autonome del personale impiegato presso la soprintendenza archeologica di Pompei hanno indetto un'assemblea per denunciare la carenza del personale di custodia e la gestione della soprintendenza. L'assemblea ha causato un ritardo nell'apertura degli scavi, con conseguente attesa di centinaia di turisti. I visitatori hanno dovuto aspettare sotto il sole per ore, con alcune persone che hanno cercato di rinfrescarsi acquistando acqua minerale. I sindacati hanno accusato la soprintendenza di evitare di affrontare le questioni poste dalla categoria.
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