Separava l'arena dal pubblico, ed era il muro perimetrale di una galleria da cui il personale addetto agli spettacoli poteva entrare ed uscire liberamente. La Soprintendenza archeologica di Roma lo sta ridisegnando, là sotto, su un lato del Colosseo. E' solo una delle tante sorprese che riserva l'Anfiteatro, cantiere a cielo aperto continuamente ricco di nuove suggestioni. Il Colosseo è vivo, è il più vivo dei monumenti romani. Merito dei 15 mila visitatori che ogni giorno si perdono nell'anfiteatro (4 milioni le presenze annue). Ma anche di quegli uomini della Soprintendenza che con passione portano avanti lavori infiniti, con la pazienza di chi ha a che fare con un monumento immortale. Progetti, studi, cantieri, opere che vanno avanti a ritmo alternato, con l'obiettivo di riportare alla luce o ricreare quanto più possibile l' originale , l'Anfiteatro Flavio fatto costruire dall'imperatore Vespasiano, nel 72 d.C. circa (e inaugurato da suo figlio Tito nell'80 d.C.), in una valle attraversata da un corso d'acqua. Un muro delimiterà l'arena. Per ora i lavori riguardano solo la parte dell'arena ricreata. Ma l'intenzione è quella di ridisegnare tutto il bordo che delimitava l'area delle lotte e dei giochi. «L'originale era una galleria, dunque molto più alto di quello che stiamo realizzando - spiega l'architetto Rossella Rea, della Soprintendenza archeologica di Roma - presumibilmente in blocchi di travertino, divideva l'arena dal pubblico. Questo è un restauro della forma, con cui vogliamo comunque riproporre una porzione di quell'antico muro, che possa immediatamente suggerirne la presenza, far capire com'era davvero il Colosseo. Perché la galleria è presente in tutti gli altri anfiteatri del mondo romano, da Capua a Pozzuoli. Al Colosseo è completamente sparita: era in blocchi di travertino, che fu saccheggiato già nella tarda antichità». «E rimedieremo così anche ai danni prodotti negli anni '30 dai restauri del Cozzo, la cui sistemazione non tenne conto minimamente dell'antico», aggiunge l'architetto Piero Meogrossi, che quando parla del Colosseo gli s'illuminano gli occhi. Presto, dunque, un blocco unico di travertino vendicherà l'affronto degli anni '30 «quando s'intervenne senza proteggere l'esistente, i restauri hanno pure compromesso lo scorrimento dell'acqua». Recupero sperone Stern. Dove sorgeva nell'alto Medioevo la fortezza dei Frangipane, addossata al Colosseo, è stato ritrovato un pozzo pieno di materiale (anfore e vasellame vario) del XIII secolo. «Un tassello di storia in più - ancora la Rea - E sotto, a quattro metri di profondità, c'è ancora l'acqua». Nel settore verso via Labicana che prende il nome dallo sperone realizzato da Raffaele Stern nel 1807 per far fronte ai dissesti strutturali, la soprintendenza sta restaurando un'altra via di accesso al Colosseo, «ancora non sappiamo se sarà un'entrata o un'uscita ma era necessaria un'altra area aperta al pubblico: non sappiamo più come arginare i 15 mila visitatori al giorno» Accoglienza e informazione. A settembre sarà pronto il punto di accoglienza e informazione al pubblico che si avvarrà di supporti informatici. Sorgerà al secondo piano: volano dell'iniziativa, sempre la Soprintendenza, che sta costruendo un sito ad hoc, dove i turisti potranno trovare informazioni anche legate a Roma. «Da tempo avevamo notato che i visitatori chiedono informazioni di qualunque tipo, a chiunque gli capiti davanti: dove stanno le catacombe, dove una pizzeria...». Una volta realizzati i lavori della metro C, tutto la parte accoglienza e informazioni andrà a finire in una struttura all'esterno dell'Anfiteatro. Tornano le fontane. «Sì, rimettiamo le fontane. Certo non saranno le oltre 80 di un tempo, quando ce n'era una ogni tre pilastri. Ma almeno al piano terra ne ripristiniamo quattro - spiegano Rea e Meogrossi, assieme all'architetto Barbara Nazzaro - e qualcun'altra al piano di sopra. In modo che la prossima estate i turisti possano refrigerarsi». Saranno collocate dove restano tracce delle antiche fontane, l'acqua allora zampillava nelle piccole vasche, uscendo dalla testa di animali feroci Recupero settore Celio. «Il progetto di restauro per la riapertura al pubblico è pronto - ancora Rossella Rea - in attesa che arrivino i finanziamenti di Roma capitale». Che pazienza infinita.
ROMA: Nell'arena dei gladiatori sognando i giochi e le lotte
La Soprintendenza archeologica di Roma sta ridisegnando il muro perimetrale della galleria del Colosseo, che separava l'arena dal pubblico. Il progetto è parte di un cantiere a cielo aperto che sta portando avanti lavori infiniti per riportare alla luce o ricreare quanto più possibile l'originale Anfiteatro Flavio. L'architetto Rossella Rea spiega che l'originale muro era in blocchi di travertino e divideva l'arena dal pubblico, ma è stato saccheggiato nella tarda antichità. Il nuovo progetto mira a riproporre una porzione di quell'antico muro, facendo capire com'era davvero il Colosseo.
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