Incontro ieri con tutte le istituzioni. In primavera il via a visite guidate e a un centro d' accoglienza e studi Il ministro Rutelli: un piano per rilanciare il parco archeologico HANNO DETTO RUTELLI - Dobbiamo dare alla città etrusca visibilità e un futuro RODANO - Partiamo con una sperimentazione di visite guidate ESPOSITO - Il rilancio può passare per un grande evento culturale LA ROCCA - Sul modello dell' Appia, un centro di documentazione SANDRI - Formello può ospitare il centro d' accoglienza SINIBALDI - Il Parco fa le visite ma spesso troviamo gli scavi chiusi Una «giornata speciale a fine settembre», per riaccendere i riflettori sulle bellezze di Veio. In modo che a primavera parta la rinascita del Parco regionale. Attraverso, innanzitutto, un servizio di visite per i tanti cittadini che vorranno a scoprire la storia della città «sconfitta dagli antichi romani e dimenticata da quelli contemporanei». Ma far passare il flusso di turisti attraverso la "Porta di Veio", un centro di accoglienza «che potrebbe andare in palazzo Chigi a Formello». E individuare uno «spazio di ricezione più vicino possibile alla zona archeologica», come un antico mulino o un vecchio casale. Così ieri mattina il ministro ai Beni culturali Francesco Rutelli traeva soddisfatto le conclusioni «dell' incontro informale» con i rappresentanti di tutte le istituzioni che si occupano dei 15mila ettari del parco a nord di Roma. Per essere un «primo confronto d' idee», il summit di ieri a piazza del Collegio romano ha fornito una serie di concrete ipotesi di lavoro. «Facciamo partire una fase sperimentale di visite guidate, coinvolgendo anche le scuole così che non cada l' interesse dopo lo straordinario ritrovamento a giugno della Tomba dei leoni ruggenti», è stata la proposta di Giulia Rodano. L' assessore alla Cultura della Regione era seduta accanto al sindaco di Formello, Giacomo Sandri, e ne ha appoggiato la proposta di fissare la "Porta di Veio" nel Museo dell' Agro Veientano in palazzo Chigi: «Si trova a soli sette chilometri da Veio e, se arrivano i fondi, in sette mesi potremmo aprire un terzo dell' edificio», ha detto il primo cittadino. Lì potrebbe andare il «centro di documentazione e d' informazione» che il sovrintendente comunale di Roma, Eugenio La Rocca, ha delineato prendendo a modello quello dell' Appia. Sul fronte dello Stato, Luciano Marchetti, direttore regionale Beni culturali del Lazio, ha fatto il nome del centro d' accoglienza di Fiano, «finanziato da Arcus»; mentre Anna Maria Reggiani (direzione generale per i Beni archeologici) ha sottolineato che «accanto a Veio ci sono le preesistenze della Cassia e della Flaminia, dove si trova il sito della Villa di Livia e il piccolo museo di Malagrotta». Dario Esposito, assessore all' Ambiente del Campidoglio, ha spiegato che «ci vuole un "piano d' assetto" per tenere insieme i concetti di tutela e fruizione». E per portare rapidamente sotto i riflettori l' antica Veio, pensa «a un grande evento culturale, che ha però bisogno di appoggiarsi a una struttura, anche minima». Il direttore del Parco, Roberto Sinibaldi, ben felice di prendere parte all' avventura, ha ricordato però le circa 100 visite guidate che si tengono ogni anno, «anche se a volte portiamo le persone al sito archeologico e lo troviamo inspiegabilmente chiuso». Rutelli ha promesso: «Per il "Programma Veio" cercheremo risorse pluriennali, le sole in grado di attirare gli sponsor privati». Il ministro, «stanco di vedere le quattro lettere di Veio spesso associate alla parola "lottizzazione"», punta sul binomio archeologia-natura. C' è da dare visibilità e un futuro al parco. E sottrarlo all' attacco dell' abusivismo edilizio.
'Così rinascerà il mito di Veio'
Ieri, il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli ha incontrato le istituzioni per discutere del rilancio del Parco regionale di Veio. Il parco, che copre 15.000 ettari a nord di Roma, è stato oggetto di abusivismo edilizio e di mancanza di visibilità. Rutelli ha proposto un piano per rilanciare il parco, che prevede una fase sperimentale di visite guidate, coinvolgendo anche le scuole. Il centro di documentazione e d'informazione sarà ospitato in un edificio del Museo dell'Agro Veientano in palazzo Chigi. Il direttore regionale Beni culturali del Lazio ha proposto il centro d' accoglienza di Fiano, finanziato da Arcus.
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