LUCCA. Ecco, quasi in forma integrale, la risposta che il ministero del Tesoro ha dato alle interrogazioni sull'alienazione del cinema Nazionale presentate dagli onorevoli Alberto Fluvi e Raffaella Mariani alla Camera (commissione Finanze) e ai senatori Milziade Caprili, Raffaele Tecce e Salvatore Buonadonna (a palazzo Madama). «Si fa presente che la Società Fintecna, nell'ambito delle proprie attività riguardanti la dismissione del patrimonio immobiliare, ha riqualificato, valorizzato e commercializzato immobili derivanti sia dalla cessazione delle attività di società e di stabilimenti industriali che da acquisti effettuati dal Demanio dello Stato. In tale contesto, Fintecna ha acquisito una competenza volta alla individuazione di modalità di collocazione sul mercato a seconda delle caratteristiche dei cespiti, distinguendo gli immobili che presentano situazioni urbanistiche potenzialmente interessanti, dagli immobili che non offrono apprezzabili possibilità di ulteriore incremento di valore... Per garantire la massima trasparenza per le modalità di collocazione sul mercato vengono adottate procedure competitive ad evidenza pubblica. Riguardo al complesso immobiliare di Lucca, Fintecna ha comunicato che lo stesso fa parte di un insieme di 50 cespiti offerti in vendita, come già avvenuto per altri complessi immobiliari, nel 2003, nel 2004 e nel 2005, mediante avviso pubblicato Sole 24-Ore, Corsera, Repubblica. L'Agenzia del Demanio, sulla base del decreto del Direttore generale del Dipartimento del tesoro del 10 dicembre 2003, ha ceduto in blocco il citato complesso insieme con altri cespiti a Fintecna in data 23 dicembre 2003 al prezzo pattuito di euro 322 milioni. Con nota del 18 dicembre 2003 la competente Sovrintendenza ai beni culturali, pur confermando l'interesse storico-artistico dell'immobile, ha espresso parere favorevole all'alienazione. Nell'invito a offrire, pubblicato l'11 luglio, è precisato che gli interessati dovranno far pervenire a Fintecna una manifestazione d'interesse. In seguito, Fintecna invierà agli interessati la documentazione informativa (descrizione dell'immobile, rappresentazione della situazione urbanistica, catastale e dei vincoli) e organizzerà sopralluoghi per consentire una migliore conoscenza dei cespiti. Infine, agli interessati verrà inviata una lettera di procedura con le modalità per la presentazione dell'offerta vincolante. La scelta di non indicare un prezzo a base d'asta risponde all'esigenza di garantire la maggiore partecipazione e concorsualità del mercato alla procedura di vendita, in assenza di elementi conoscitivi di dettaglio sulle caratteristiche degli immobili che potranno essere acquisite in successive fasi della procedura, così da garantire la par condicio degli offerenti. La trasparenza e la pubblicità garantita dalla procedura è confermata dal fatto che contestualmente agli inviti ad offrire è stato attivato un apposito sito internet, aperto alla consultazione del pubblico, nel quale sono immediatamente reperibili i dati degli immobili riportati nelle brochure degli stessi. La presentazione delle offerte vincolanti è prevista presso uno studio notarile di Roma. La valutazione delle offerte verrà effettuata dal Consiglio Fintecna in piena autonomia e con l'obiettivo della massimizzazione del valore economico. Le clausole del bando sulla facoltà di Fintecna di non aggiudicare, rispondono all'esigenza di tutelare il venditore ove dovessero pervenire offerte non ritenute convenienti, o intervengano situazioni ostative al momento non conosciute, che impediscano la migliore collocazione sul mercato o la dismissione del bene. Tali clausole cautelative rispondono alla prassi adottata nelle procedure di dismissione dai maggiori gruppi italiani, pubblici e privati».
LUCCA. C'è il sito, operazione trasparente
Il ministero del Tesoro ha risposto alle interrogazioni sull'alienazione del cinema Nazionale a Lucca. La Società Fintecna ha riqualificato e valorizzato l'immobile, che fa parte di un insieme di 50 cespiti offerti in vendita. L'Agenzia del Demanio ha ceduto il complesso immobiliare a Fintecna nel 2003 al prezzo pattuito di euro 322 milioni. La Sovrintendenza ai beni culturali ha espresso parere favorevole all'alienazione. Fintecna ha pubblicato un invito a offrire e ha attivato un sito internet per la consultazione del pubblico. Le offerte vincolanti saranno presentate presso uno studio notarile di Roma e verranno valutate dal Consiglio Fintecna.
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