MILANO «I lavori del Mose andranno avanti secondo la programmazione finora immaginata. Il Comitatone ha deciso una verifica di due mesi, fino al 30 settembre, per valutare le opere alternative». Così ieri sera il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta al termine della riunione del Comitato interministeriale sulla Salvaguardia di Venezia, che si è svolto a Palazzo Chigi alla presenza di Romano Prodi. In mattinata invece si era chiarita la posizione della commissione Ambiente di Palazzo Madama che chiede al governo di sospendere temporaneamente «i lavori del Mose non coerenti o incompatibili con le proposte di revisione progettuale». La richiesta, firmata dai senatori dell'Ulivo, come ha chiarito il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, sarà valutata «con attenzione» nelle sedi competenti. I lavori del Mose invece continueranno, precisa Pecoraro Scanio. «ma nei due mesi di tempo fissati per l'istruttoria non si faranno opere irreversibili. In sostanza è stata accolta la richiesta del sindaco di Venezia». Diversa l'interpretazione di Massimo Cacciari, per il quale «si poteva tranquillamente continuare con altri lavori compatibili con i progetti alternativi». Mentre il governatore del Veneto Giancarlo Galan (Forza Italia) non ha nascosto soddisfazione: «Ero sicuro che per il Mose fosse giunto l'ultimo capitolo. Non è stato così». La decisione del Comitatone ha scontentato gli ambientalisti. Legambiente teme che il rinvio «possa portare a un punto di non ritorno delle opere». Il Wwf obietta che «con un'istruttoria così breve sarebbe stato più logico sospendere i lavori», anche se riconosce che «finalmente si potranno valutare le alternative». Ieri, la giornata si era aperta con la richiesta dello stop da parte della commissione Ambiente. Scelta unanimamente criticata dal centro-destra e sostenuta, con l'unica eccezione dell'Udeur, dal centrosinistra. La risoluzione approvata dai senatori prevede, oltre alla sospensione temporanea dei lavori non coerenti o comunque incompatibili con le proposte di revisione, anche «l'avvio di una verifica tecnica» e una verifica «dei finanziamenti, del loro stanziamento e della loro ripartizione». L'istanza è stata bollata dall'opposizione come «una scelta catastrofica per bloccare le grandi opere avviate dal governo Berlusconi» (Emiddio Novi, Forza Italia). «Fermare il Mose è un controsenso, i lavori sono a uno stato di avanzamento del 25, la sospensione costerebbe allo Stato 1,5 miliardi» (Franco Mugnai, An). Anche nella maggioranza la richiesta è stata deplorata. Mauro Fabris, capogruppo dei Popolari-Udeur alla Camera, ha precisato: «Non la condividiamo. Nel programma dell'Ulivo non è stato previsto lo stop dei lavori per il Mose. Obbediamo a Prodi e a Di Pietro di non accettare modifiche, che parte del centrosinistra vorrebbe apportare a colpi di ordine del giorno».
Il Mose divide l'Unione. "Ma l'opera non si ferma"
Il Comitatone ha deciso una verifica di due mesi per valutare le opere alternative al Mose. I lavori del Mose andranno avanti secondo la programmazione finora immaginata. La commissione Ambiente ha richiesto al governo di sospendere temporaneamente i lavori non coerenti o incompatibili con le proposte di revisione progettuale. Il governo ha accettato la richiesta, ma i lavori continueranno nei due mesi di tempo fissati per l'istruttoria. La decisione ha scontentato gli ambientalisti, che temono che il rinvio possa portare a un punto di non ritorno delle opere. Il Wwf obietta che con un'istruttoria così breve sarebbe stato più logico sospendere i lavori.
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