Tornata già all'antico splendore la Grande Aula del Foro Il mondo li conosce come «I Mercati di Traiano» ma in realtà il complesso non rappresenta una struttura commerciale. Sono parte integrante del foro di Traiano, fatto costruire dall'imperatore tra la fine del I sec. d.C. e l'inizio del II, e rappresentano un centro funzionale e amministrativo dove probabilmente si svolgevano una serie di attività legate alla gestione del foro stesso. La denominazione «mercati» venne coniata quando negli anni Trenta del secolo scorso, la struttura fu «liberata» da tutta una serie di sovrapposizioni succedutesi nel tempo e «interpretata» come il «centro commerciale» della Roma antica. I restauri fatti in quel momento sembravano avvalorare tale lettura, in realtà, gli studi degli ultimi anni sembrano orientati in tutt'altra direzione. La scelta dei Mercati di Traiano come sede principale per il Museo dei Fori Imperiali comportò nel corso degli anni la necessità di adeguare il complesso monumentale agli standard impiantistici e di sicurezza man mano sempre più elaborati ed affidabili. Fino ad arrivare al febbraio 2005, quando iniziarono i lavori di restauro, consolidamento e adeguamento dettati dalla normativa europea antisismica e terminati da poco. Per la precisione si tratta della prima parte degli interventi previsti dal finanziamento della legge speciale per Roma Capitale. I lavori hanno riguardato il consolidamento ed il restauro della ampia volta a crociera della Grande Aula quella che s'affaccia su via IV Novembre e del «corpo centrale», quello che gli utenti solitamente visitano per le mostre. «Sono stati interventi molto complessi sottolinea Lucrezia Ungano, responsabile Ufficio Sistema Museale dei Fori Imperiali si è trattato di fare perfora zioni lunghe fino a 22 metri per poter rinsaldare le parti perimetrali dell'edificio, soprattutto quello della Grande Aula e nel caso della volta a crociere purtroppo la situazione di degrado scoperta, si è rivelata di gran lunga superiore a quello che gli studiosi avevano sospettato». Tra le difficifi operazioni, anche quella del restauro dei blocchetti di tufo che compongono l'opera cementizia della grande volta e, ricorda la Ungano «se si considera che il suo peso è di 2.800 tonnellate, si può capire la complessità dell'operazione». I blocchetti di tufo sono stati uno ad uno rinsaldati con malte fluide naturali ma per il consolidamento di profondità della volta, è stato necessario intervenire in profondità con circa 350 cannule inserite nell'opera cementizia. Un procedimento che si è quindi rivelato più complicato e, inevitabilmente, anche più oneroso. La spesa di questa prima fase dei lavori ha raggiunto circa il milione e duecentomila euro senza però contare le dettagliate documentazioni grafiche e fotografiche che sono state realizzate. Il programma di ristrutturazione proseguirà con il completamento degli interventi sulle superfici verticali sia della Grande Aula che del corpo centrale e, si augura la Ungano, «con il rifacimento di tutte le pavimentazioni moderne per garantirci la completa sigillatura contro le infiltrazioni d'acqua», uno dei mali più gravi a cui sono sottoposti i monumenti ancora oggi. Soldi permettendo e se si potrà procedere celermente, la tanto attesa quanto definitiva conclusione dellavori si aspetta per la primavera del 2007: un eccellente modo per rilanciare una stagione turistica che a Roma sembra non finire mai.
Mercati Traianei: nel 2007 il completamento dei restauri
La Grande Aula del Foro di Traiano, nota anche come Mercati di Traiano, è un complesso monumentale costruito dall'imperatore Traiano tra il I e il II secolo d.C. Inizialmente interpretato come un centro commerciale, gli studiosi hanno recentemente scoperto che rappresenta un centro funzionale e amministrativo. Negli anni Trenta del secolo scorso, la struttura fu liberata da sovrapposizioni e interpretata come il centro commerciale della Roma antica, ma gli studi degli ultimi anni hanno suggerito una lettura diversa. Nel 2005, iniziarono i lavori di restauro, consolidamento e adeguamento dettati dalla normativa europea antisismica.
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