Metal detector all'ingresso del Bargello. Lo stesso all'entrata del Museo di San Marco, che per sua natura è il più esposto a poteniali attacchi fondamentalisti; un maggior controllo agli Argenti di Palazzo Pitti, un museo il cui nome già indice di contenuti preziosi. E se per aumentare il livello di sicurezza nei luoghi d'arte servisse l'assunzione di personale, è prevista che venga messa in atto anche questo provvedimento». Il soprintendente per il Polo museale fiorentino, Antonio Paolucci, si metterà i lavoro sin da stamani per stendere una dettagliatissima relazione sulla situazione della sicurezza nei musei fiorentini. Gliel'ha chiesta con evidente urgenza, il sottosegretario per Beni e le attività culturali, Andrea Marcucci, alla fine dell'ispezione che si tenuta ieri pomeriggio proprio al Bargello, il centralissimo museo fiorentino dove lo scorso giovedì sono stati rubati quattro gioielli d'oro per un valori intorno ai 400mila euro. Come si ricorda, nonostante la piena efficienza dei sistemi d'allarme, il furto ha dimostrato l'inadeguatezza delle misure preventive e, soprattutto, «se ci fosse stato il metal detector all'ingresso - ha detto Paolucci - i ladri non avrebbero introdotto l'oggetto metallico che è servito per attuare il piano criminoso». Al sopralluogo di ieri pomeriggio al Bargello, oltre al sottosegretario e al soprintendente, erano presenti il vice-comandante del Nucleo Tutela patrimonio artistico, colonnello Giovaimi Pastore, il direttore amministrativo del Polo museale, Giovanni Lenza e i responsabili della ditta istallatrice degli impianti di allarme. «Non possiamo escludere nessuna ipotesi ha spiegato il sottosegretario Marcucci sugli autori del furto. Grazie al lavoro delle forze dell'ordine, che si stanno impegnando a fondo, faremo di tutto per prendere i malfattori e recuperare il panimonio rubato, dal grande valore artistico, economico e simbolico per la città di Firenze. Per la Toscana le risorse culturali rappresentano il primo volano per lo sviluppo, perciò non possiamo permetterci leggerezze o distrazioni. Le telecamere sono riuscite a riprendere i responsabili, in modo da consentirne l'identilicazione». Intanto la questione del prestito dell'Annunciazione di Leonardo da Vinci è giunta in Parlamento. pochi giorni dal gravissimo furto compiuto nel Museo del Bargello, durante l'orario di apertura al pubblico, mi trova fermamente contrario la comunicazìane del prestito del capolavoro di Leonardo da Vinci - esposta dal 1867 alla Galleria degli Uffizi - alla rassegna "Primavera Italiana 2007" di Tokyo. Il senatore di Forza Italia, Paolo Amato, critica così la disponibilità a prestare l'opera ribadita due giorni fa dal ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli che aveva dichiarato: «E giusto portare l'Annunciazione di Leonardo a Tokyo. Bisogna avere tutte le cautele possibili, ma è un sacrificio necessario». La notizia della decisione ministeriale era stata anticipata, tre giorni fa, da il Sole 24 ore, quindi ripresa da il Giornale della Toscana che, sentendo il direttore degli Uffizi, Antonio Natali, aveva verificato che a Firenze non è ancora giunta alcuna richiesta ufficiale. Amato si dice infatti d'accordo con Natali, secondo il quale «alcune opere d'arte, considerato il loro valore, si autoescludono dal prestito» e che «se dovesse succederle qualcosa, non esiste assicurazione che potrebbe ripagare fi danno, semplicemente si tratterebbe di una tragedia». Sull'argomento il senatore di Forza Italia ha quindi presentato un'interrogazione al ministro Rutelli per chiedere «se condivida o meno la scelta della Soprintendenza del Polo museale fiorentino di concedere in prestito un'opera ditale inestimabile valore, esponendola ad eventuali rischi di un trasferimento della stessa fino a Tokyo; a che titolo il prestito sia stato stipulato e se possa dire quale sia la cifra che sarà corrisposta al Polo museale fiorentino per tale operazione; se non ritenga di dover impegnare la Soprintendenza del Polo museale fiorentino in un vincolo di utilizzo ditale eventuale cifra da destinarsi esclusivamente alle opere d'arte facenti parte del patrimonio del Polo museale fiorentino in attesa o in via di restauro».