La commissione Ambiente del Senato intima lo stop ai cantieri. Dalla maggioranza arriva un altro stop alle grandi opere. Ad essere messi in forse, dopo il Ponte sullo Stretto e la linea Tav dell'alta velocità, sono ora anche i lavori del Mose, il progetto di dighe mobili per bloccare l'acqua alta a Venezia. In pratica una manovra a tenaglia per mandare all'aria lo sviluppo delle infrastrutture accelerato dal governo di centrodestra. Va in questa direzione, infatti, la decisione della commissione Ambiente di Palazzo Madama che ha approvato una risoluzione (proposta del senatore Edo Ronchi e sottoscritta da altri otto senatori dell'Unione) che chiede la temporanea sospensione dei cantieri del Mose. Tre i punti chiave della risoluzione. Oltre alla sospensione temporanea, si invita il governo a «avviare una verifica tecnica delle proposte di revisione progettuale degli interventi alle bocche di porto, avanzate dal Comune di Venezia, tenendo conto dello stato di avanzamento dei lavori in corso» e a procedere ad «una verifica dei finanziamenti, del loro stanziamento e della loro ripartizione in modo che non pregiudichino le possibilità di adeguarsi agli esiti della verifica tecnica delle proposte di revisione progettuale». Un sì, quello della commissione Ambiente del Senato, che appare come un cedimento agli ambientalisti no global che hanno occupato il cantiere della diga di San Nicolò, allo scopo di fare pressioni sul comitato interministeriale che ieri a Roma si è riunito per decidere se dare o no il via libera alle sperimentazioni alternative al Mose proposte dal sindaco Massimo Cacciari. Gli ambientalisti anti-Mose erano capeggiati da Tommaso Cacciari, figlio del parlamentare dimissonario Paolo Cacciari. Quella di ieri a Palazzo Chigi è stata una prima riunione interlocutoria - del comitatone fanno parte il presidente del Consiglio Romano Prodi, il vicepremier Francesco Rutelli, il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, il ministro all'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, il ministro della Ricerca scientifica Fabio Mussi, il viceministro ai Trasporti Cesare De Piccoli (exsegretario Ds in Veneto), il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, il sindaco di Chioggia Fortunato Guamieri, il sindaco di Cavallino Treporti Emiinio Vanin e il sindaco di Mira Roberto Marcato - convocata per predisporre il lavoro utile per prendere una decisione definitiva a settembre. Ma il comitato è stato a sua volta scavalcato dai senatori dell'Unione che hanno deciso il blocco dei cantieri di Venezia. «Un altro stop annunciato ad una grande opera necessaria per modernizzare il Paese e salvare Venezia dal pericolo acqua alta», è il commento del Presidente dei senatori di An, l'ex ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, per il quale l'Unione è capace «solo di cancellare o sopendere opere varate dal precedente governo per colmate quel gap di infrastrutture che allontana I Italia dal resto dell'Europa e rende meno competitive le imprese nazionali, Il Mose, che è passato sotto tutti i vagli ambientali, inoltre, dà una risposta concreta ai problemi di Venezia e di tutti i veneziani. Vorrei sapere conclude Matteoli cosa ne pensa il ministro Di Pietro». Quest'ultimo, alla fine di giugno, aveva preso posizione contro il sindaco Cacciari, affermando che si sarebbe discusso delle modifiche al progetto Mose ma che i cantieri avviati dovevano essere completati pena un colossale sperpero di denaro pubblico. Per quanto concerne l'avanzamento dei lavori, va segnalato che sono state quasi completate le fase cosiddetta "irreversibile", cioè quella delle grandi paratoie. La sospensione dei lavori del Mose - sottolinea il senatore Franco Mugnai, capogruppo di An in commissione Ambiente «è ingiustificata e costerebbe allo Stato i, miliardi di euro». «Fermare il Mose è un controsenso, visto che i lavori sono ad uno stato di avanzamento del 25 aggiunge Mugnai e qualsiasi sospensione metterebbe a rischio una città come Venezia che ogni anno deve subire sempre più numerosi eventi di acqua alta. Il sistema di dighe mobili è stato scelto dopo 20 anni di studi, una valutazione di impatto ambientale nazionale e una compiuta da cinque esperti internazionali; è stato passato al vaglio da numerosi comitatoni e inoltre conclude il senatore di An offrirebbe a Venezia un'occupazione di 10.000 lavoratori nell'arco di 10 anni». «Il governo attacca il governatore del Veneto Giancarlo Galan - è in cerca di formule gesuitiche per sospendere i lavori sul Mose. Bloccherà l'opera senza dirlo». Per Galan si tratta di una pausa «che non esiste al mondo. C'è un contratto e sospendere un contratto costa e prevede responsabilità civili». Secondo il presidente del Veneto interrompere il contratto costerebbe almeno 100 milioni di euro. In serata poi è arrivato, a sorpresa, l'annuncio del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Enrico Letta, il quale ha dichiarato che «il Comitatone ha deciso per la verifica di due mesi, fino al 30 settembre, per le opere alternative al Mose. In questo periodo i lavori andranno avanti secondo la programmazione che era stata fino ad ora immaginata». Una piccola tregua, dunque.
Venezia, i no-Mose di Prodi tifano per l'acqua alta
La commissione Ambiente del Senato ha inteso lo stop ai cantieri del Mose, il progetto di dighe mobili per bloccare l'acqua alta a Venezia. La decisione è stata presa dopo la presentazione di una risoluzione che chiede la sospensione temporanea dei lavori e la verifica tecnica delle proposte di revisione progettuale degli interventi alle bocche di porto. La sospensione dei lavori del Mose è stata decisa dopo la pressione degli ambientalisti anti-Mose, che hanno occupato il cantiere della diga di San Nicolò. La commissione Ambiente ha anche deciso di bloccare i cantieri di Venezia, che sono stati messi in forse dopo il Ponte sullo Stretto e la linea Tav dell'alta velocità.
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