Il comitato interministeriale: i lavori proseguono fino alla verifica tecnica. A Palazzo Madama l'Unione invece vota il sì alla sospensione Roma Aveva chiesto lo stop ieri la commissione Ambiente del Senato, al Mose di Venezia, una delle grandi opere dell'era berlusconiana. Non è stato di questo parere però il Comitatone intergovernativo, presieduto da Romano Prodi, con Enrico Letta, Francesco Rutelli, Alfonso Pecoraro Scanio. Fabio Mussi e Antonio Di Pietro, riunito proprio ieri a Palazzo Chigi. Verifica si, ma niente sospensione dei lavori, è stato deciso. In mattinata la commissione del Senato aveva approvato, con il voto di tutto il centrosinistra, un odg presentato da Edo Ronchi, Ulivo, che chiedeva al governo la sospensione temporanea dei lavori per il tempo necessario «alla verifica tecnica delle proposte di revisione progettuale degli interventi alle bocche di porto, avanzate dal comune di Venezia, tenendo conto dello stato di avanzamento dei lavori». Il governo ha praticamente dato un colpo al cerchio ed uno alla botte, accogliendo solo parzialmente la proposta. Al termine della riunione porneridiana, il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Enrico Letta, ha annunciato che, entro i prossimi due mesi (nuovo appuntamento il 30 settembre), verranno verificate le possibili soluzioni alternative al Mose. Nel frattempo. i lavori andranno avanti «secondo la programmazione che era stata fino ad ora immaginata». «Ci siamo dati un tempo cosi stretto - ha sottolineato - proprio per evitare che questo periodo intermedio sia troppo lungo; si è valutato che sia meglio evitare incertezze sui costi, le penali ecc...». Secondo l'odg di Palazzo Madama invece la sospensione si rende necessaria per la verifica dei lavori che risultassero non coerenti o incompatibili con le proposte di revisione progettuale. «Fare meglio, spendendo meno - ha commentato Ronchi - è una scelta culturale del governo dell'Ulivo: la risoluzione chiede al governo di vagliare attentamente le ipotesi, avanzate dal comune di Venezia, che potrebbero consentire di regolare le acque alte con costi minori e minori impatti per l'ambiente». L'Udeur però, per bocca del capogruppo alla Camera, Mauro Fabris, ha riconfermato il giudizio favorevole del suo partito al progetto Mose. Nel frattempo a Venezia è stata sospesa l'assemblea permanente organizzata al Lido dal comitato. Soddisfatti i manifestanti per il voto del Senato, ma pronti a riprendere la lotta, se non sarà dato seguito al voto. Che faranno ora, aspetteranno il 30 settembre o riprenderanno la lotta? Per Fulvia Bandoli dell'esecutivo della Sinistra ecologista «è necessario che il governo tenga conto in modo serio di questo pronunciamento: il pieno coinvolgimento di tutti i ministri che fanno parte del Comitatone interministeriale, oltre al ruolo centrale del comune di Venezia, devono essere due elementi che non possono essere messi in discussione». Analoghi i consensi del sen. Tommaso Sodano del Prc; del capogruppo dell'Ulivo in commissione Ambiente, Francesco Ferrante; dell'on. Luana Zanella dei verdi. Rabbiose le reazioni della destra, che aveva fatto dell'opera un fiore all occhiello del duo Berlusconi-Lunardi. Per l'ex ministro di An, Altero Matteoli «l'Unione sa solo cancellare o sospendere opere varate dal precedente governo».
Le due facce del Mose: il governo va avanti, ma in Senato sbuca l'alt
Il Comitatone interministeriale, presieduto da Romano Prodi, ha deciso di proseguire i lavori del Mose a Venezia, nonostante la richiesta di sospensione dei lavori da parte della commissione del Senato. Il governo ha accettato solo parzialmente la proposta di sospensione, promettendo di verificare le possibili soluzioni alternative entro i prossimi due mesi. I lavori andranno avanti secondo la programmazione, ma il governo ha riconosciuto la necessità di una verifica tecnica più approfondita. La commissione del Senato ha approvato un odg che chiedeva la sospensione dei lavori per la verifica tecnica, ma il governo ha deciso di non sospendere i lavori.
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